Marco Rubio viaggia in Medio Oriente per garantire la pace con l'Iran e la sicurezza energetica

Marco Rubio viaggerà dal 23 al 25 giugno negli EAU, in Kuwait e in Bahrain per consolidare l'accordo con l'Iran e garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz.



Marco RubioFoto © Captura de video

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Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, intraprenderà martedì un tour in tre paesi del Golfo Persico —Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein— dal 23 al 25 giugno, con l'obiettivo di consolidare il fragile accordo raggiunto con l'Iran e garantire la libera circolazione nello stretto di Hormuz, come annunciato dal Dipartimento di Stato questo lunedì.

Il portavoce Tommy Pigott ha confermato che Rubio si incontrerà con funzionari dei tre paesi per affrontare «una serie di priorità di politica estera americana», tra cui il memorandum d'intesa firmato con l'Iran, gli sforzi per garantire il transito pieno e libero per Ormuz e le priorità condivise con i membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo. In Bahrein, l'agenda includerà un incontro con il gruppo dei sei membri di quel blocco regionale.

Il viaggio arriva in un momento di alta tensione diplomatica. Il conflitto militare tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che è salita apertamente il 28 febbraio 2026 con bombardamenti coordinati sul territorio iraniano, ha portato a un cessate il fuoco intorno all'8 aprile, anche se la tregua continua a essere considerata fragile.

Il 17 giugno, il presidente Trump ha firmato digitalmente un memorandum di intesa di 14 punti con l'Iran che prevede la cessazione permanente delle ostilità, negoziati nucleari per 60 giorni prorogabili, supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica sul materiale arricchito iraniano, alleviamento delle sanzioni e impegni specifici sullo Stretto di Hormuz.

Tuttavia, il processo negoziale è stato costellato di ostacoli. L'Iran ha sospeso i colloqui il 1° giugno sostenendo che gli attacchi israeliani in Libano violavano il cessate il fuoco, e i negoziati previsti in Svizzera sono stati cancellati all'ultimo momento il 19 giugno. Teheran, inoltre, ha negato che il testo del memorandum sia definitivo e assicura che è ancora in fase di revisione.

Lo stesso Rubio ha espresso dubbi il 17 giugno riguardo al rispetto da parte dell'Iran di un eventuale accordo nucleare, mentre l'amministrazione Trump mantiene la sua posizione di «zero arricchimento di uranio» per il regime iraniano. L'Iran, da parte sua, ha offerto solo pause temporanee nell'arricchimento e richiede un allentamento delle sanzioni e indennizzi economici.

La dimensione energetica del viaggio è altrettanto critica. Attraverso lo stretto di Hormuz transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, rendendo qualsiasi interruzione in quel passo una minaccia diretta per l'economia globale.

Durante il conflitto, l'Iran ha minacciato di chiudere lo stretto, ha posato mine e ha interferito con il sistema di posizionamento globale delle navi commerciali. A maggio è persino arrivato a proporre, insieme all'Oman, di addebitare per "servizi di sicurezza e navigazione" in quelle acque. Al 20 giugno, pochissime navi attraversavano lo stretto e le compagnie di navigazione deviavano le loro rotte verso aree più sicure.

Gli Stati Uniti hanno sostenuto una risoluzione nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU per difendere la libertà di navigazione a Ormuz, ma Cina e Russia l'hanno vetata. L'Organizzazione Marittima Internazionale ha espresso «profonda preoccupazione» per il benessere e la sicurezza dei marinai colpiti dalla situazione.

I paesi del Golfo che Rubio visiterà —tutti membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo— sono i più direttamente colpiti da qualsiasi chiusura dello stretto, sia per la loro dipendenza dalle esportazioni di idrocarburi sia per la loro vicinanza geografica al conflitto, il che rende questo viaggio una componente chiave per consolidare l'accordo con l'Iran prima che scada il termine di 60 giorni per le negoziazioni nucleari previsto nel memorandum.

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