Sono stati arrestati a Guantánamo 11 membri di tre bande collegate a rapine notturne in zone centrali della città

Almeno 11 membri di tre bande sono stati arrestati nella città di Guantánamo per assalti notturni in zone centrali; operavano con il volto coperto e armati di coltelli.



Patrulla della Polizia a Cuba (immagine di riferimento)Foto © Facebook/Héroes de azul en Cuba

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Autorità di Guantánamo hanno arrestato almeno 11 persone negli ultimi giorni, organizzate in tre bande che hanno perpetrato una serie di raid violenti in zone centrali della città, secondo informazioni ufficiali.

La maggior parte dei sospetti è stata catturata in flagranza dalla polizia nelle prime ore del mattino e altri grazie alla collaborazione o all'intervento diretto dei cittadini, ha riportato la pagina Facebook «Guantánamo y su Verdad», gestita dal Ministero dell'Interno (Minint).

Le tre bande operavano in modo sistematico durante la notte, in punti specifici del centro urbano: l'avenida Camilo Cienfuegos, i dintorni della stazione ferroviaria e la calle Paseo da 1 Oeste fino a Pedro Pérez, dove sono attribuiti almeno nove fatti delittuosi.

Il modus operandi era consistente: incappucciati e armati di coltelli, i rapinatori selezionavano a caso vittime vulnerabili —persone sole, distratte o con il telefono in mano— e in pochi secondi le privavano di cellulari, biciclette, bicimotori, zaini e altri oggetti personali.

Secondo la fonte, parte dei beni rubati è già stata recuperata dalla polizia e si stanno tracciando articoli che sarebbero stati venduti a ricettatori. Le indagini rimangono aperte e non si esclude la possibile esistenza di ulteriori coinvolti.

La nota ha evidenziato come elemento di rilevanza il profilo dei detenuti: per lo più, giovani senza occupazione, provenienti da zone del municipio capoluogo come il sud, il nord e Los Cocos.

Inoltre, ha evidenziato la reazione dei cittadini in diversi degli arresti come «un fatto che sta facendo la differenza». In alcuni casi, i sospetti sono rimasti feriti dopo aver opposto resistenza quando affrontati dai vicini, una dinamica che è diventata ricorrente a Cuba di fronte alla percezione di inefficacia della polizia.

«La gente non è disposta a continuare a essere vittima passiva, e questo aumenta il rischio per chi decide di uscire a delinquere», ha sottolineato la pubblicazione, ma senza fare riferimento al pericolo che rappresenta per la popolazione confrontarsi con i delinquenti, che di solito sono armati.

Il deterioramento della sicurezza nella provincia di Guantánamo è aumentato negli ultimi anni. Da ottobre 2023, i residenti segnalavano già timori a uscire di notte, e nel 2026 l'escalation è accelerata in modo evidente.

A fine febbraio, è stata riportata la morte violenta di un giovane identificato come Vilmeidis durante una festa nel comune di Maisí; giorni dopo, le autorità hanno identificato il presunto autore del crimine e stavano indagando su altre due persone. Nello stesso mese, è stato anche assassinato Osniel Puentes Cueto, di 19 anni, nella località di Paraguay; la polizia ha confermato l'arresto del presunto responsabile del crimine.

Otto giovani sono stati arrestati a Guantánamo per il furto sistematico di lampade solari dell'illuminazione pubblica, con almeno 10 episodi segnalati a maggio e oltre venti dispositivi recuperati. Giorni dopo, è stata smantellata una rete di furto di gasolio in un gruppo elettrogeno da 110 kV, con sette arresti e circa 300 litri di carburante desviati.

A livello nazionale, l'Osservatorio Cubano di Audit Civico ha documentato 2.833 reati verificati a Cuba nel 2025, un aumento del 115% rispetto all'anno precedente, con i furti come reato dominante totalizzando 1.536 casi.

I blackout prolungati hanno creato condizioni favorevoli per la criminalità notturna in tutta l'isola. A Guantánamo, l'oscurità generata dalle interruzioni di corrente è stata sfruttata sia per furti di infrastrutture che per rapine in strada, mentre la crisi economica e la disoccupazione giovanile agiscono come fattori strutturali che alimentano la criminalità.

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