Il Municipio di Holguín celebrerà un 26 di Luglio di "vittorie", tra blackout di 40 ore, scarsità d'acqua e rifiuti accumulati

Le autorità premiano il comune per i supposti risultati economici e sociali in mezzo a una delle peggiori crisi dei servizi di base che i suoi abitanti ricordino. La reazione popolare è stata caratterizzata da incredulità, critiche e interrogativi sui criteri ufficiali. Il contrasto tra la narrazione del regime e la realtà quotidiana è tornato a essere messo in evidenza sui social media.



Gli holguineros chiedono se quel giorno ci sarà elettricitàFoto © Cubanet e Facebook/Radio Angulo e Mayelín Parra Pérez

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Il comune di Holguín è stato designato questo venerdì come sede provinciale delle celebrazioni per il 26 luglio, nonostante stia affrontando prolungati blackout, problemi di approvvigionamento idrico e accumulo di rifiuti che hanno generato crescenti quesiti da parte dei cittadini.

Il Burò Provinciale del Partito Comunista e il Governo di Holguín hanno annunciato la selezione della capitale provinciale come sede dell'evento per la Giornata della Ribellione Nazionale, che commemorerà il 73° anniversario dell'assalto alle caserme Moncada e Carlos Manuel de Céspedes e renderà omaggio al centenario della nascita di Fidel Castro, riporta l'Agencia Cubana de Noticias.

Secondo le autorità, la decisione è dovuta alla costante condizione di comune sovrabbondante, al comportamento delle esportazioni, ai progressi nelle istituzioni educative, al superamento della produzione di alimenti e alla riduzione degli indici di criminalità.

Captura di Facebook/Radio Angulo

Tuttavia, l'annuncio ha provocato un'ondata di reazioni critiche tra i residenti, che hanno messo in contrasto questi presunti traguardi con le difficoltà affrontate quotidianamente.

"Quali sono i risultati del comune di Holguín? Nessuna corrente, nessuna acqua, non raccolgono la spazzatura, per questi motivi abbiamo guadagnato la sede," ha commentato un utente sulla pagina Facebook dell'emittente provinciale Radio Angulo.

Altri hanno contestato direttamente il significato della celebrazione e hanno attribuito il riconoscimento a decisioni politiche piuttosto che a risultati concreti.

"Sede del 26 in mezzo a una crisi elettrica, alimentare e di medicinali," ha riassunto un altro cittadino sui social.

La domanda più ripetuta tra gli holguineros è stata se almeno il giorno dell'evento disporranno di servizio elettrico. Il dubbio non è di poco conto in una provincia dove la stessa Azienda Elettrica ha riconosciuto che molti circuiti residenziali ricevono a malapena tre ore di elettricità per ogni 39 o 40 ore di blackout.

La situazione energetica di Holguín riflette la gravità della crisi. Sebbene la provincia abbia 383.180 clienti elettrici e una domanda massima di 240 MW, dispone solo di 70 MW, meno del 30% della capacità necessaria.

Il direttore generale dell'Empresa Eléctrica, Ruber Reynaldo González, ha ammesso qualche giorno fa che i cicli costanti di disconnessione e riconnessione stanno danneggiando l'infrastruttura, provocando guasti ricorrenti nei trasformatori.

Alla crisi elettrica si aggiungono denunce per il deterioramento di altri servizi essenziali. In vari comuni sono stati segnalati problemi persistenti con la raccolta dei rifiuti, discariche improvvisate in spazi pubblici, fognature straripate per mesi e una grave scarsità di acqua potabile che costringe molte famiglie a pagare tra 2.000 e 4.000 pesos per il rifornimento trasportato a mano.

Le contraddizioni coinvolgono anche altri territori riconosciuti durante la cerimonia. Tra questi figura Mayarí, comune che nelle ultime settimane è stato teatro di proteste per la mancanza di elettricità e acqua, e dove si sono registrati blackout di fino a 51 ore consecutive. I residenti di quella località hanno denunciato pubblicamente le precarie condizioni di vita derivanti dal collasso dei servizi di base.

Mentre le autorità presentano la designazione come una dimostrazione di progressi economici e sociali, numerosi cittadini interpretano la decisione come una nuova evidenza della distanza tra i discorsi ufficiali e la realtà che affrontano quotidianamente in una provincia colpita dalla crisi energetica, dal deterioramento delle infrastrutture e dalla scarsità di risorse basilari.

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