"Senza mai rinunciare al socialismo, queste trasformazioni sono state concepite partendo dal principio fondamentale di fare ciò che è necessario per preservare l'essenziale." Con questa frase, pronunciata di fronte all'Assemblea Nazionale, il primo ministro Manuel Marrero ha cercato di riassumere lo spirito delle 176 misure economiche e sociali approvate dal Governo.
Tuttavia, l'ambito delle riforme solleva una domanda inevitabile. Se buona parte dei meccanismi economici che per decenni hanno definito il modello socialista cubano stanno venendo smontati o trasformati, che cosa è esattamente "l'essenziale" che il regime intende preservare?
Il pacchetto presentato dalle autorità apre spazi inediti all'iniziativa privata. Autorizza la banca privata, consente l'acquisto di azioni di imprese statali da parte di persone fisiche e attori non statali, facilita l'investimento straniero, amplia la partecipazione dei cubani residenti all'estero e riconosce un ruolo sempre più importante al mercato nella formazione dei prezzi.
Inoltre, vengono creati meccanismi di fallimento aziendale, si promuove la decentralizzazione economica, si eliminano i sussidi generalizzati e si consente una maggiore circolazione di valute. Anche settori storicamente monopolizzati dallo Stato, come i combustibili, le finanze o parte del commercio estero, vengono aperti alla partecipazione privata.
Si tratta di misure che solo pochi anni fa sarebbero state etichettate dalla propaganda ufficiale come espressioni del capitalismo. Oggi vengono presentate come strumenti necessari per evitare il collasso economico.
La contraddizione risulta evidente. Se il Governo riconosce di dover ricorrere al mercato, agli investimenti privati, agli incentivi economici e al capitale straniero per cercare di risanare l'economia, allora il dibattito non sembra più incentrato sulla difesa di un modello economico socialista nella sua concezione tradizionale.
Ciò che rimane intatto: la struttura politica del potere
Mentre le riforme economiche allentano i vecchi dogmi ideologici, non esiste alcuna apertura equivalente sul fronte politico.
Il Partito Comunista mantiene il monopolio istituzionale, non si prevedono elezioni plurali, continua a non essere riconosciuta l'opposizione politica legale e il controllo sui principali spazi decisionali rimane concentrato nelle stesse strutture.
Per questo, quando Marrero parla di "preservare l'essenziale", la frase può essere interpretata meno come una difesa del socialismo economico e più come una dichiarazione di intenti sulla preservazione del potere politico.
Le 176 misure sembrano ammettere che il modello economico attuale ha fallito nel generare prosperità. Ciò che resta da vedere è se il regime è disposto a riformare qualcosa di più della sola economia.
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