Giovane artista cubano sfoga la sua disperazione: «Mi sta scivolando via la vita, voglio solo vivere»

Alexis Hugo Remón Fuentes, artista cubano di 27 anni, ha pubblicato su Facebook un testimonio di disperazione di fronte ai blackout che durano fino a 50 ore e all'impossibilità di immaginare un futuro. Il suo grido —«voglio solo vivere»— ha risuonato tra centinaia di cubani che si sono riconosciuti nelle sue parole. Il caso riflette una crisi sistemica in cui l'89% delle famiglie vive in povertà estrema e il salario minimo equivale a meno di cinque dollari.



Alexis Hugo Remón Fuentes e consigna su muro cubanoFoto © Collage FB/Alexis Hugo Remón Fuentes e Alberto Reyes

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Alexis Hugo Remón Fuentes, un artista cubano di 27 anni, ha pubblicato su Facebook un commovente testimonio che riassume l'esaurimento di un'intera generazione: black-out di tra 30 e 50 ore, incapacità di progettare un piano di vita e la stanchezza di dover «resistere» senza vedere nessuna via d'uscita.

«Sono stufo. Non so fino a quando durerà la dissonanza, da un lato parlando di negoziazioni, dall'altro approvando pacchetti di misure e simulando che non stia succedendo nulla», ha scritto il giovane, che si dibatte tra continuare con la sua vocazione artistica o impiegarsi in una mipyme per sopravvivere.

Captura di FB/Alexis Hugo Remón Fuentes

Senza un'elettricità stabile, Remón Fuentes carica i suoi dispositivi grazie ai pannelli solari dei vicini che glieli prestano. «Meno male che ho vicini che non hanno scagliato uova, perché grazie a loro posso caricare i miei pochi apparecchi», ha osservato con amarezza.

Il peso dell'incertezza lo ha invecchiato dentro. «Sono stanco dell'incertezza, di non sapere cosa accadrà domani, nemmeno riesco a pianificare un progetto di vita per il mese successivo, la vita mi sta scivolando via, sto invecchiando, ma non anagraficamente, bensì nell'anima,» ha scritto.

Il suo grido più crudo punta all’essenziale: «Non ho più voglia di analizzare chi ha ragione, se quelli di qui o quelli di là, voglio solo vivere, [...]. Non voglio più slogan, non voglio resistere». E ha aggiunto: «Voglio aver dormito con l’aria di un ventilatore, fare colazione, mangiare caldo; non chiedo molto, solo una vita dignitosa, quella di cui un giorno ha parlato la nostra Costituzione».

Il testimonio ha risuonato immediatamente tra centinaia di cubani. Un internauta ha scritto: «Questo è ciò che vogliamo tutti i giovani: vivere dignitosamente, senza mancanze. Non parlo di lusso, viaggi costosi, conti in banca; parlo di ciò che è necessario, di base». Un'altra ha commentato: «Proprio come te, la gioventù mi sta sfuggendo per nulla». Una terza voce ha dettagliato la propria routine: «Sono stanca di alzarmi ogni giorno per accendere carbone per cucinare quello che c'è. Sono stanca di lavorare e che i soldi non bastino mai. Sono stanca che anche la cosa più minima sia un lusso. Anche io voglio vivere come un essere umano».

Il racconto di Remón Fuentes, residente a Manzanillo, Granma, riflette una crisi sistemica senza precedenti. Cuba sta attraversando la peggiore crisi energetica della sua storia moderna, con deficit elettrici che hanno raggiunto molte volte oltre i 2.100 MW, lasciando oltre il 60% della popolazione senza elettricità in modo simultaneo, aggravato dalla interruzione della fornitura di petrolio venezuelano e dall'esaurimento delle riserve di greggio russo.

A l'oscurità si aggiunge la miseria economica. Il regime ha elevato il salario minimo a 3.210 pesos cubani con validità dal 1° luglio, che equivale a appena 4,65 dollari al cambio informale, mentre una persona ha bisogno di circa 96.000 pesos al mese per soddisfare i propri bisogni di base — circa 30 volte quel salario minimo —. L'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani stima che l'89% delle famiglie cubane vive in povertà estrema.

Quella disperazione si è tradotta in proteste massive e in espressioni critiche: l'Osservatorio Cubano dei Conflitti ha registrato 1.311 manifestazioni a maggio 2026, la serie di proteste più prolungata dal 11 luglio 2021. Per coloro che non protestano, l'unica soluzione spesso è l'esodo: dal 2021, più di 1,7 milioni di cubani hanno lasciato il paese, la maggior parte dei quali sono giovani tra i 15 e i 49 anni.

Remón Fuentes ha concluso la sua pubblicazione con una frase che racchiude il sentimento di coloro che restano: «Nel frattempo questo popolo sta morendo e nessuno fa nulla, neppure abbiamo il coraggio di farlo noi stessi».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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