Tocan calderos a Regla in pieno giorno in protesta contro i blackout

I vicini di Regla, L'Avana, hanno suonato i calderoni questo sabato in protesta per oltre 30 ore senza elettricità, in una giornata di manifestazioni che ha scosso tutta la capitale cubana.



Calle de ReglaFoto © Trip Advisor

Vecini del comune di Regla, a L'Avana, hanno suonato pentole in pieno giorno questo sabato in segno di protesta per i prolungati blackout che colpiscono la zona, dove le interruzioni hanno superato le 30 ore consecutive senza elettricità.

Un video di social media a cui ha avuto accesso CiberCuba ha messo in evidenza la sinfonia diurna dei calderoni.

La manifestazione si affianca a una giornata particolarmente intensa di proteste nella capitale cubana, che ha incluso cacerolazos in Avenida Carlos III, incendi di gomme a San Miguel del Padrón e La Güinera, e un cacerolazo inedito nel quartiere «La Genética», a Playa, storicamente abitato da funzionari e scienziati legati allo Stato.

In parallelo, ETECSA ha implementato interruzioni di internet e dati mobili in zone di Centro Habana e Regla, in coincidenza con l'aumento dell'attività nelle strade, una tattica già documentata dalle proteste dell'11 luglio 2021.

Non è la prima volta che i residenti di Regla scendono in strada nel mese di giugno. Il 3 giugno hanno bloccato la strada Maceo dopo più di 24 ore senza luce; il 5 giugno hanno nuovamente bloccato quella arteria per chiedere acqua ed elettricità; il 7 giugno hanno protestato di fronte al Governo Municipale con il coro «Vogliamo corrente!»; e il 9 giugno c'è stata un'altra manifestazione nella strada María.

Un fattore che aggrava la situazione specifica del comune è che le Patanas di Regla e di Melones —unità di generazione distribuita che riforniscono l'area— sono state fuori servizio durante i periodi di maggiore impatto.

La crisi elettrica che alimenta queste proteste ha raggiunto livelli storici. Questo sabato, l'Unione Elettrica ha riportato una disponibilità di appena 950-1,016 MW di fronte a una domanda di 2,570-2,650 MW, con un deficit compreso tra 1,620 e 2,081 MW.

A L'Avana, i blackout sono arrivati a durare tra le 20 e le 22 ore al giorno, con segnalazioni di oltre 36 ore consecutive senza elettricità in alcuni quartieri.

Enquanto diversi quartieri della capitale protestavano, il funzionario Salvador Morales Ojeda ha pubblicato su X che «Cuba si solleva», un messaggio ampiamente interpretato come propaganda ufficiale disconnessa dalla realtà che vivono i cubani per strada.

La ondata di proteste di giugno è aumentata di intensità rispetto ai mesi precedenti. L'Osservatorio Cubano dei Conflitti ha registrato 1.311 proteste a maggio 2026 in tutta Cuba, con l'elettricità come principale fattore scatenante, e in alcune zone le richieste sono passate da chiedere elettricità e cibo a includere «giù la dittatura».

Il regime ha risposto con uno schieramento di polizia, arresti e interruzioni di internet. Almeno 14 persone sono state detenute a L'Avana dal 6 marzo 2026 nel contesto di proteste legate ai blackout, e il 14 maggio la polizia ha represso a colpi i manifestanti a Playa durante una giornata di cacerolazos simile.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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