Segnalano cacerolazos a poche isolati dalla sede del PCC a Santiago di Cuba

Cacerolazos a Santiago di Cuba riflettono il malcontento per i blackout di fino a 22 ore al giorno. I cittadini protestano vicino al Partito Comunista, mostrando il crescente disagio per la crisi energetica.



Immagine di riferimento creata con Intelligenza ArtificialeFoto © ChatGPT

La seconda notte consecutiva di cacerolazos a Santiago de Cuba ha nuovamente messo in evidenza il crescente malcontento di una popolazione esausta per i blackout che durano fino a 22 ore al giorno. Questo giovedì, nuovi rapporti dei cittadini hanno segnalato le proteste in diverse zone della città, incluse strade a poche isolati dalla sede provinciale del Partito Comunista.

Il giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada ha informato sui suoi social media riguardo ai cacerolazos registrati nelle strade Escario e San Miguel, nel centro di Santiago di Cuba. "Cacerolazos nelle strade Escario e San Miguel, a poche isolati dal Partito Comunista di Santiago di Cuba", ha scritto condividendo un video registrato nell'oscurità della notte.

Captura di Facebook/Yosmany Mayeta Labrada

Poco prima, il comunicatore aveva pubblicato un altro materiale con il messaggio: "Santiago di Cuba: 'Città Cacerola' nuovamente in strada", un'espressione che riassume il clima di tensione che vive la seconda città più importante del paese dopo diverse giornate di proteste legate alla crisi energetica.

I nuovi incidenti si sono verificati a meno di 24 ore di distanza dai cacerolazos massicci che hanno scosso praticamente tutti i quartieri di Santiago. Durante la notte di mercoledì si sono segnalate manifestazioni a Sueño, Santa Bárbara, Antonio Maceo, Veguita de Galo, Mármol, Altamira e in altri quartieri della città, mentre i residenti esprimevano la loro frustrazione per i prolungati blackout elettrici.

L'indignazione della cittadinanza ha come sfondo il collasso del sistema elettroenergetico nazionale. Da questa settimana, l'Empresa Eléctrica de Santiago ha riorganizzato il servizio in nove blocchi, uno schema che di fatto lascia numerose comunità con appena una o due ore di elettricità al giorno.

La situazione è peggiorata dopo la messa fuori servizio della Centrale Termoelettrica Antonio Guiteras, una delle principali generatori del paese, il che ha provocato un aumento dei deficit di generazione e delle interruzioni elettriche in tutto il territorio nazionale.

Mentre Santiago tornava a sentire il rumore delle pentole, i rapporti diffusi questo giovedì indicavano anche manifestazioni a L'Avana. La pagina La Tijera News ha informato di un cacerolazo e di una protesta dei residenti nelle strade 17 e J, a El Vedado, durante un altro blackout che ha colpito la capitale.

Secondo quella pubblicazione, i residenti della zona sono scesi in strada per esprimere il loro dissenso per la crisi energetica. Il rapporto ha segnalato che i manifestanti hanno battuto le pentole e intonato slogan nel buio, mentre denunciavano che l'edificio FOCSA manteneva l'erogazione di energia elettrica mentre i dintorni rimanevano senza servizio.

Le nuove proteste rafforzano la percezione che il malcontento per i blackout continui a estendersi in diverse aree del paese. A Santiago di Cuba, dove per settimane si sono susseguiti cacerolazos, concentrazioni e manifestazioni di strada, la notte di giovedì ha dimostrato nuovamente che la tensione è ancora lontana dall'estinguersi.

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