Tutta Santiago di Cuba in strada! Segnalano una forte militarizzazione nei quartieri

Cacerolazos massicci scuotono tutti i quartieri di Santiago di Cuba questo giovedì. I giornalisti riportano la militarizzazione delle strade e la presenza della polizia.



Proteste a Santiago di CubaFoto © Facebook / José Luis Tan Estrada

Una ondata di casserolades massive ha scosso giovedì sera Santiago de Cuba, con manifestazioni simultanee in tutti i quartieri della città, secondo quanto riportato in tempo reale dal giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada dal suo profilo Facebook.

Mayeta, che ha seguito settimane di proteste nella provincia, ha battezzato la città con un nome che riassume la magnitudine di quanto accaduto: «SANTIAGO DE CUBA L'HO APPENA BATTEZZATA COME LA 'CITTÀ DELLA CACEROLA'‼».

Il giornalista ha anche avvertito di una possibile reazione di forza da parte del regime: «Carretera del Morro e Calle 9 a Santiago de Cuba militarizzate‼», ha scritto, accompagnando il messaggio con un video notturno dove si vedono veicoli di grande tonnellaggio dispiegati sulla pubblica via.

Cattura di Facebook

Desde un altro punto della città, il giornalista José L. Tan Estrada ha confermato le concentrazioni: «Mi segnalano che i vicini stanno battendo pentole in calle 9 e si stanno concentrando nel parco di Carretera El Morro, a Santiago de Cuba, in segno di protesta», ha pubblicato, aggiungendo che «c'è presenza della polizia sul posto mentre cresce il numero di cittadini che si uniscono alla protesta».

Il detonatore immediato è la crisi elettrica che schiaccia Santiago di Cuba: il 16 giugno, l'Azienda Elettrica ha riorganizzato i blackout in nove blocchi, lasciando ogni zona con appena un'ora o due di elettricità al giorno, ossia interruzioni di fino a 22 ore consecutive.

Captura di Facebook

La situazione è peggiorata il 15 giugno quando la Central Termoelettrica Antonio Guiteras è uscita dal servizio a causa di una perdita nella caldaia —la sua rottura numero 15 dell'anno—, aumentando l'affetto proiettato per il picco notturno a 2.085 MW rispetto a una disponibilità di appena 995-1.215 MW e una domanda nazionale di 3.100 MW.

Le proteste di giovedì non sono un fatto isolato, ma la culminazione di un'ondata sostenuta. Mercoledì, il Reparto Sueño ha già visto protagonisti dei cacerolazos che si sono estesi a Santa Bárbara, al Reparto Antonio Maceo, alla Calle 17 di Veguita de Galo, al Reparto Mármol e ad Altamira.

Captura di Facebook

Prima, il 12 giugno, i residenti del Centro Urbano José Martí sono scesi in piazza per chiedere elettricità, cibo e libertà; il 5 giugno, i residenti di Micro 2 hanno protestato con cacerolazos dopo oltre dieci giorni senza elettricità; e il 30 e 31 maggio i quartieri Micro 3 e El Salao sono stati teatro di incendi di gomme e slogan di «¡Abajo la dictadura!» e «¡Patria y Vida!».

Le manifestazioni di giovedì si svolgono inoltre un giorno dopo il Plenario Straordinario del Comitato Centrale del PCC, tenutosi mercoledì, dove il regime ha discusso oltre 20 riforme economiche mentre la popolazione protestava per le strade di diverse province.

Il Osservatorio Cubano de Conflictos ha registrato 1.311 proteste in tutta Cuba durante maggio 2026, un numero vicino al record storico di 1.333 registrato a dicembre 2025, con un aumento del 42% nelle sfide dirette allo Stato di polizia rispetto ad aprile.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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