Proteste a Centro Habana: Una folla si riunisce a Escobar e San Miguel con fumi neri sullo sfondo

Una moltitudine si è radunata questo venerdì a Escobar e San Miguel, Centro Habana, con fumi neri sullo sfondo, in una nuova protesta contro i blackout che colpiscono Cuba.



Protesta a L'AvanaFoto © Facebook / Glenda Rancano

Una folla di vicini si è radunata questo venerdì all'incrocio tra le strade Escobar e San Miguel, in Centro Habana, in mezzo a una nuova giornata di proteste contro i blackout che colpiscono la capitale cubana.

Un video pubblicato su Facebook da Glenda Rancano mostra dozzine di persone riunite in strada con del fumo nero visibile sullo sfondo, in quello che sembra essere l'incendio di cassonetti o barricate.

La pubblicazione, accompagnata da quattro emoji di fuoco, è stata diffusa con il testo «Escobar e San Miguel Centro Habana !!» e ha accumulato oltre 3.800 visualizzazioni in poco tempo.

Le immagini mostrano una strada stretta fiancheggiata da edifici di architettura coloniale con facciate deteriorate, piena di adulti e bambini che osservano o si spostano tra il fumo. La scena si ripete in diversi punti della capitale: questo venerdì sono stati segnalati anche cacerolazos, barricate e grida contro il governo a Playa, El Vedado e Santos Suárez.

Uno dei momenti più simbolici della giornata si è vissuto nel quartiere Bahía, dove i vicini hanno cantato l'Inno Nazionale in plena strada durante una protesta contro i blackout elettrici.

Il detonatore delle manifestazioni è la crisi energetica che sta attraversando Cuba. Mercoledì 17, la Unión Eléctrica (UNE) ha avvertito che il blackout potrebbe interessare il 69% del paese tra le 17:00 e le 21:00, con una disponibilità di appena 950 MW rispetto a una domanda di 3.000 MW.

Un giorno prima, giovedì 18, la UNE ha segnalato 970 MW disponibili alle sei del mattino, con 1.650 MW già interessati e una proiezione di 2.075 MW senza servizio durante l'orario di punta.

La guasto nella Central Termoeléctrica Antonio Guiteras, avvenuto il 15 giugno, ha ulteriormente aggravato un sistema che opera con deficit cronici vicini ai 2.000 MW giornalieri.

Centro Habana accumula settimane di crescente tensione. Il 17 giugno si è registrata una protesta di massa a Manrique e Reina, a sei isolati dal Capitolio.

L'8 giugno si è svolta una notte di pentole e incendi sulla via pubblica tra Infanta e San Lázaro, con un forte dispiegamento di polizia.

E il 3 giugno, i residenti di San Lázaro sono riusciti a fare ritirare la polizia durante una protesta notturna dopo più di venti ore senza elettricità.

La zona di Escobar e San Miguel ha i propri precedenti: nel febbraio del 2026 è stato segnalato un incendio in quel tratto, e la via San Miguel è stata teatro di denunce per accumulo di rifiuti che invade la strada.

Il Osservatorio Cubano dei Conflitti ha registrato 1.245 manifestazioni a marzo, 1.133 ad aprile e 1.311 a maggio del 2026, rendendo questa ondata una delle più intense dalla data dell'11 luglio 2021.

L'organizzazione Cubalex ha documentato almeno 14 arresti all'Havana legati a manifestazioni per i blackout dal 6 marzo.

Il regime non ha offerto soluzioni alla crisi di fondo e ha risposto con dispiegamenti di polizia, mentre i blackout a Cuba continuano ad aggravarsi senza una data di risoluzione in vista.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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