Vecini della strada San Lázaro, nel Centro Habana, hanno fatto ritirare gli agenti di polizia durante una protesta notturna scatenata questo martedì dopo aver accumulato più di 20 ore senza elettricità, secondo report diffusi dal giornalista cubano esiliato in Messico José L. Tan Estrada.
«Le persone, senza paura, hanno fatto indietreggiare la polizia in via San Lázaro, Centro Habana, dove continuano le proteste», ha scritto Tan Estrada, che copre la realtà cubana sotto l'hashtag #TanteandoCuba.
Messaggi di WhatsApp diffusi insieme al video descrivono la sequenza in tempo reale: alle 19:53 gli agenti sono arrivati sul posto; un minuto dopo, i testimoni segnalavano che «la pattuglia è passata oltre» e che «la gente ha cominciato a urlare e sono andati via».
Uno dei messaggi riassume lo stato d'animo dei manifestanti con una frase diretta: «Hanno più paura che vita».
La protesta a San Lázaro si inserisce in una ondata di cacerolazos che ha scuotuto diversi municipi dell'Avana durante la notte di questo martedì, con manifestazioni segnalate a Regla, Habana Vieja, Cayo Hueso e San Miguel del Padrón, tutte scatenate da interruzioni di corrente che durano fino a 22 ore al giorno.
In Artemisa, una protesta contro i blackout è terminata in tensione quando i residenti del quartiere Toledo si sono scontrati con una pattuglia che aveva arrestato un giovane, costringendo anche gli agenti a ritirarsi.
Questo martedì, in El Vedado, i vicini sono scesi in strada alla luce del giorno dopo tre giorni senza elettricità, con presenza della polizia riportata nella zona dopo i cacerolazos.
La crisi energetica che alimenta il malcontento ha radici strutturali: entro giugno 2026, Cuba aveva accumulato almeno tre collassi totali del sistema elettrico in quattro mesi, con un deficit di generazione che ha superato i 2.100 MW e blackout che in alcune zone hanno raggiunto le 22 ore giornaliere.
Il regime attribuisce parte della crisi a pressioni sul fornimento di petrolio derivanti da un'ordinanza esecutiva statunitense del 26 gennaio 2026, sebbene il deterioramento delle infrastrutture elettriche e decenni di cattiva gestione siano i fattori strutturali che gli esperti indicano come causa principale.
La strada San Lázaro ha una storia di resistenza: a luglio 2023 è stata palcoscenico di manifestazioni contro i blackout con una forte presenza della polizia, e durante le proteste dell'11 luglio 2021 si sono registrate anche concentrazioni in quella arteria.
L'onda di giugno 2026 è la più estesa dal 11J, con cacerolazos simultanei in numerosi comuni e almeno due episodi documentati in cui la polizia ha dovuto ritirarsi di fronte alla pressione popolare senza effettuare arresti.
Archiviato in: