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Il regime cubano ha annunciato giovedì un pacchetto di trasformazioni economiche che include una delle maggiori aperture al capitale privato e straniero nella storia recente del turismo nazionale.
Le misure, presentate dal primo ministro Manuel Marrero Cruz durante una sessione straordinaria dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP), fanno parte del Denominato Eje 17: Trasformazioni nel settore del turismo e contemplano nuove modalità di investimento, sviluppo immobiliare, franchising internazionali, apertura di agenzie private e flessibilità negli affari legati all'industria turistica.
La proposta fa parte di un programma più ampio di riforme economiche promosso dal Governo cubano, che riconosce la necessità di attrarre capitali, generare reddito in valute estere e rivitalizzare settori strategici in mezzo alla profonda crisi economica che sta attraversando il paese.
Nuove modalità di investimento turistico
Tra i cambiamenti più rilevanti figura l'ampliamento delle modalità di business consentite nel settore.
Fino ad ora, i principali schemi di partecipazione straniera erano limitati a joint venture e contratti di gestione alberghiera.
Con la nuova proposta, il Governo propone di includere inoltre:
-Affitti.
Diritti reali di usufrutto con carattere oneroso.
-Concessioni di aree con attività esistenti o in sviluppo.
Vendita di immobili, previa approvazione caso per caso.
Queste modalità saranno aperte non solo agli investitori stranieri, ma anche ai cubani residenti all'estero e dentro Cuba.
Secondo la proposta ufficiale, l'obiettivo è ampliare i canali per attrarre finanziamenti e accelerare progetti di sviluppo turistico che attualmente mancano di risorse.
Zone speciali per attrarre investimenti
Un'altra delle misure annunciate consiste nell'inserire determinate aree del paese nella Cartera di Opportunità di Business come Zone di Sviluppo Economico, dove si applicherebbero regimi speciali per facilitare investimenti e progetti turistici.
Sebbene le autorità non abbiano specificato quali saranno queste aree, il piano prevede di offrire incentivi specifici per attrarre capitali nazionali ed esteri.
-Apertura totale nei cayos e nelle zone patrimoniali
Il Governo propone inoltre di consentire tutte le modalità di business turistico nei: cayo; L'Avana Vecchia; Trinidad e altri destinazioni considerate strategiche.
La misura rappresenta un significativo allentamento rispetto alle politiche precedenti, specialmente in ambiti patrimoniali dove tradizionalmente il controllo statale era stato più rigoroso.
Espansione del settore immobiliare
Uno dei comunicati più rilevanti è l'autorizzazione per sviluppare progetti immobiliari legati al turismo in tutte le zone turistiche del paese.
Inoltre, si propone di estendere questo tipo di attività a determinate aree urbane dell'Avana e ad altre città cubane.
La proposta apre la porta a nuovi sviluppi residenziali e complessi turistici destinati sia ai visitatori stranieri che agli investitori interessati al mercato immobiliare legato al turismo.
Marina turistiche aperte a imprese miste e locazioni
Il documento prevede anche nuove formule per lo sfruttamento dei porti turistici.
Le autorità propongono di consentire aziende miste e contratti di locazione per la gestione e sfruttamento di strutture nautiche, un segmento considerato ad alto potenziale per attrarre turisti internazionali con maggiore potere d'acquisto.
Benefici fiscali per ecoturismo e turismo specializzato
Tra le misure destinate a diversificare l'offerta turistica figura la creazione di incentivi tributari e fiscali per progetti legati a:
-Ecoturismo.
Turismo naturalistico.
-Turismo specializzato.
Il Governo sostiene che questi benefici mirano ad attrarre nuovi investimenti e a promuovere uno sviluppo turistico più sostenibile e diversificato.
Banco corporativo online per il turismo
La proposta include la creazione di una banca corporativa digitale specializzata nel settore turistico, con connessioni finanziarie all'estero e capacità di promuovere servizi associati a asset virtuali.
Si tratta di una delle iniziative più innovative all'interno del pacchetto presentato e riflette l'interesse ufficiale nel modernizzare i meccanismi di finanziamento e pagamenti internazionali legati al turismo.
Fine del monopolio nel noleggio auto
Attualmente, il noleggio di veicoli a Cuba è prevalentemente concentrato in due aziende statali.
La riforma propone di aprire questa attività a:
-Altre aziende statali.
- Investimento estero.
Forme di gestione non statale.
La misura mira ad aumentare l'offerta e migliorare un servizio che per anni ha affrontato problemi di disponibilità e prezzi elevati.
Agenzie di viaggio private e straniere
Un altro cambiamento significativo è l'apertura dell'attività delle agenzie di viaggio.
Le autorità propongono di autorizzare:
- Imprese miste.
-Aziende 100% straniere.
Forme di gestione non statale.
Questo permetterebbe per la prima volta una partecipazione molto più ampia di attori privati nella commercializzazione di pacchetti e servizi turistici all'interno di Cuba.
Guida turistica e agenti di vendita privati
La proposta prevede inoltre di autorizzare l'esercizio privato di:
-Guide turistiche.
- Agenti di vendita turistici.
Sebbene l'attività richiederà un'autorizzazione preventiva a causa del livello di specializzazione richiesto, rappresenta una nuova opportunità per i lavoratori autonomi legati al settore.
Creazione di gestori di destinazioni turistiche
Il Governo propone anche di approvare la figura dei gestori di destinazioni locali, responsabili di coordinare e integrare i diversi attori economici presenti in un territorio turistico.
Secondo la proposta, questi gestori contribuirebbero a garantire il funzionamento di modelli di governance mista tra enti statali, privati e stranieri.
Nuova tassa per i turisti
Tra le misure in valutazione c'è la creazione di una tassa speciale o di un contributo turistico per coloro che visitano determinati poli turistici.
Le risorse raccolte sarebbero destinate al mantenimento, alla sostenibilità e alla promozione di queste destinazioni. Attualmente questa tassa non esiste a Cuba.
Franchising di marchi cubani all'estero
La strategia turistica include anche l'espansione internazionale di marchi emblematici cubani attraverso il modello di franchise.
Tra gli esempi citati dal Governo figurano:
-Casas Cuba.
-Casas del Habano.
-La Bodeguita del Medio.
-El Floridita.
-Tropicana.
L'intenzione è utilizzare questi marchi come fonte aggiuntiva di reddito in valute estere e come strumento di promozione internazionale.
Un giro economico che evidenzia l'esaurimento del modello
Al di là del discorso ufficiale sull'aggiornamento del socialismo, le misure annunciate riflettono il riconoscimento implicito che numerose restrizioni imposte nel corso dei decenni hanno finito per limitare la crescita dello stesso settore turistico.
L'autorizzazione di affari immobiliari, agenzie private di viaggi, franchising, guide indipendenti, joint venture per marinas e nuove modalità di investimento comporta l'adozione di meccanismi che per anni sono stati respinti o severamente limitati dalle autorità cubane.
Tuttavia, diversi analisti potrebbero mettere in discussione fino a che punto queste trasformazioni riusciranno ad attrarre il volume di capitale necessario in un contesto caratterizzato dalla mancanza di liquidità, dall'insicurezza giuridica percepita da molti investitori e dal passato di cambiamenti normativi nell'Isola.
Sebbene le proposte aprano spazi inediti per la partecipazione privata ed estera, la loro efficacia dipenderà dalla rapidità con cui si tradurranno in leggi concrete e dalla capacità dello Stato di offrire garanzie stabili a lungo termine.
Inoltre, l'annuncio di questa apertura arriva dopo anni di investimenti multimilionari nell'infrastruttura alberghiera statale che non sono riusciti a invertire il calo del turismo internazionale né a compensare il deterioramento di altri settori produttivi.
La decisione di rendere più flessibile l'accesso al settore turistico può essere interpretata come un'ammissione che il modello centralizzato attuale non ha ottenuto i risultati attesi e che il paese deve ricorrere a formule di mercato e capitale privato per cercare di salvaguardare una delle sue principali fonti di reddito in valuta.
La sfida per le autorità sarà dimostrare che questa apertura non sarà limitata a semplici dichiarazioni politiche.
Investitori, imprenditori e cubani dentro e fuori dall'Isola osserveranno con attenzione se le promesse di maggiore libertà economica, diritti di proprietà più ampi e nuove opportunità di business si concretizzeranno davvero o se, come è avvenuto in processi precedenti, si troveranno di fronte a ostacoli burocratici che limitano il loro reale impatto.
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