Una imprenditrice cubana conosciuta su TikTok come Maire (@mairelysdelarosa6) ha pubblicato mercoledì un video di 43 secondi in cui risponde senza giri di parole se sia possibile intraprendere da Cuba, e il suo messaggio ha risuonato tra coloro che affrontano quotidianamente le stesse limitazioni che lei descrive.
«Mi hanno chiesto se fosse possibile intraprendere da Cuba e qui vi darò la mia risposta più sincera. Qui nessuno ci insegna come farlo e tanto meno ci sono garanzie di assolutamente nulla», inizia Maire nel video, senza eufemismi né trionfalismi.
Lungi dall'ignorare le difficoltà, le pone al centro: l'assenza di formazione, la mancanza di risorse, l'inesistenza di condizioni ideali. Ma il suo argomento ruota attorno a ciò che esiste: la volontà di risolvere.
«Quello che non ci manca sono la voglia di cambiare tutto. Ho trovato il modo senza grandi risorse, senza grandi invenzioni e tanto meno aspettando che le condizioni fossero ideali», afferma.
La sua riflessione più incisiva si rivolge a coloro che aspettano il momento opportuno per fare il primo passo: «Se aspetti il momento perfetto, aspetterai per sempre. E non solo qui, ma in qualsiasi parte del mondo».
Per Maire, le restrizioni dell'ambiente cubano non sono solo un ostacolo, ma anche una scuola obbligata: «Le limitazioni ci costringono a essere creative e, sebbene questo faccia male, ci rende migliori. Qui impariamo a risolvere e a trovare soluzioni, è l'abilità più preziosa che esista».
Il video si conclude con una domanda che riformula l'intero dibattito: «Sì, da Cuba si può, ma la domanda non è se sia possibile, è se tu hai il coraggio di farlo».
Il messaggio di Maire si inserisce in una tendenza crescente di imprenditrici cubane che utilizzano TikTok per dare visibilità ai loro affari e condividere le loro esperienze. Ad aprile di quest'anno, un'altra imprenditrice ha mostrato guadagni di 30.000 pesos in un giorno che ha definito «abbastanza fiacco» a causa dei blackout, equivalenti a circa 57 dollari al cambio informale. A maggio, una giovane di 16 anni ha lasciato la scuola per aprire un'attività di manicure e contribuire al sostentamento familiare.
Il contesto in cui emerge questo tipo di contenuto è quello di un'economia in profonda crisi. Secondo dati del settore privato cubano raccolti da IPS Noticias, nel 2025 operavano attivamente più di 9.500 MiPyMEs sull'isola, e il settore non statale rappresentava già il 35% dell'occupazione e oltre il 55% delle vendite al dettaglio, superando per la prima volta lo Stato stesso in questo indicatore.
Tuttavia, gli ostacoli sono strutturali: blackout che superano le 12 ore al giorno, scarsità di carburante che colpisce il 96% delle piccole e medie imprese, inflazione fuori controllo e instabilità valutaria. A questo si aggiunge un quadro normativo che non facilita le cose: questo mese, il regime ha riformato la legge dei marchi con il Decreto-Legge 103, stabilendo un costo di 390 dollari per registrare un marchio, un onere aggiuntivo per chi cerca di formalizzare le proprie attività.
In questo contesto, il video di Maire non offre soluzioni magiche né ignora la durezza dell'ambiente. La sua proposta è più semplice e allo stesso tempo più impegnativa: smettere di aspettare e osare.
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