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Cuba affronta questo giovedì una nuova giornata di blackout massivi, con un deficit elettrico che minaccia di lasciare senza elettricità oltre il 60 % del paese durante le ore di maggiore consumo.
Secondo il comunicato ufficiale dell'Unione Elettrica, alle 6:00 la disponibilità del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN) era di appena 970 MW di fronte a una domanda di 2,650 MW, con 1,650 MW già colpiti in quel momento.
Per il mezzogiorno si prevede un'affettazione di 1.700 MW, mentre nell'orario di punta notturno il panorama è ancora più cupo: la UNE stima una disponibilità di appena 1.015 MW di fronte a una domanda di 3.050 MW, che genera un deficit di 2.035 MW e un'affettazione prevista di 2.075 MW.
La giornata di mercoledì è stata altrettanto devastante.
La UNE ha riconosciuto che «il servizio è stato compromesso per insufficienza di capacità per 24 ore e il disagio si è mantenuto per tutto l'orario del mattino», con un picco massimo di 2.081 MW alle 20:50.
La situazione nella capitale è particolarmente grave.
L'Empresa Elettrica dell'Avana ha informato che mercoledì il servizio è stato interrotto per 24 ore, con una massima riduzione di 538 MW alle 22:40.
«È stato necessario spegnere circuiti per EMERGENZA con 185 MW. NON è stato possibile ripristinare il servizio», ha comunicato l'ente su Facebook.
Al termine del rapporto, i sei blocchi e circuiti di emergenza -454 MW- rimanevano ancora compromessi senza un orario previsto per il ripristino.
Le cause del collasso sono molteplici e rivelano lo stato di deterioramento strutturale del sistema elettrico cubano.
La UNE segnala guasti in quattro unità delle termoelettiche Máximo Gómez, Ernesto Guevara, Antonio Guiteras e Lidio Ramón Pérez, con 307 MW fuori servizio per malfunzionamenti tecnici.
Il colpo più severo continua a infliggerlo la CTE Antonio Guiteras, la centrale termoelettrica più potente del paese, che è fuori dal sistema dal 15 giugno a causa della sua 15ª guasto dell'anno.
La riparazione, che implica sostituire oltre 100 giunti di saldatura difettosi, richiederà almeno altri cinque giorni, secondo le stime della stessa azienda statale.
A questo si aggiunge che 106 centrali di generazione distribuita sono paralizzate per mancanza di carburante, con 890 MW non disponibili.
Le patane di Regla e Melones, così come le centrali di carburante di Mariel e Moa, sono anch'esse fuori servizio, portando il totale dei MW indisponibili per questa causa a 1.203 MW, una cifra che riflette la cronica scarsità di diesel e fueloil che affligge l'Isola.
Come unico sollievo parziale, i 54 parchi solari fotovoltaici recentemente installati hanno fornito 3.486 MWh mercoledì, con una potenza massima di 444 MW a mezzogiorno.
Per il picco notturno, la UNE prevede di aggiungere solo 45 MW aggiuntivi con il completamento dell'Unità 6 di Energás Jaruco, un contributo marginale di fronte a un deficit che supera i 2.000 MW.
Il regime cubano attribuisce la crisi all'«assedio petrolifero» degli Stati Uniti, eludendo la propria responsabilità in decenni di sottoinvestimento, corruzione e inefficienza che hanno portato il sistema elettrico al collasso.
Nel frattempo, in province come Granma si registrano blackout di fino a 72 ore consecutive, e a Matanzas alcuni comuni hanno raggiunto le 85 ore senza servizio elettrico.
Il record di deficit dell'anno è stato registrato il 14 maggio con 2.174 MW, quando circa il 70% del paese è rimasto senza elettricità simultaneamente, un risultato che questo giovedì potrebbe avvicinarsi a essere eguagliato se le condizioni previste si mantengono durante l'orario di punta.
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