Scompare una targa di bronzo dedicata al poeta José María Heredia nella strada di Matanzas

Una targa di bronzo dedicata al poeta José María Heredia è scomparsa dalla strada Río di Matanzas. Il fotografo matancero Julio César García ha denunciato il fatto su Facebook e non ha escluso che la placca possa essere stata rubata per essere venduta come rottame. L'indignazione è stata immediata, con reazioni da parte dei cittadini e del profilo del Museo Farmaceutico della città.



Scompare la targa dedicata al poeta José María Heredia a MatanzasFoto © FB/Julio Cesar Garcia

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Una targa di bronzo dedicata al poeta José María Heredia nella via Río di Matanzas è scomparsa, e al suo posto rimane solo un rettangolo di cemento con due fori su un muro deteriorato. Il fotografo cubano Julio César García ha denunciato il fatto questa domenica su Facebook, accompagnando una fotografia che mostra l'impronta dove un tempo era ancorata la targa.

García non ha escluso nessuna ipotesi sul destino della tarja. «Forse sta venendo restaurata, forse l'hanno trasformata in chiavi o l'hanno venduta come materia prima», ha scritto, facendo riferimento a una pratica diffusa a Cuba: il furto di metalli — bronzo, rame, alluminio — per rivenderli come rottami a causa della grave scarsità che attraversa il paese.

Per l'artista, direttore del Festival FOTOCANÍMAR e del Colloquio Internazionale di Fotografia di Matanzas, il fatto trascende il materiale. «Non importa, la metafora è la dismemoria. La mancanza di identità, l'uprooting, il fine giustifica i mezzi, la sfacciataggine, il tradimento della memoria di un'isola e del suo popolo da parte di chi governa e eredita il potere», ha affermato nella sua pubblicazione.

Heredia è considerato il primo grande poeta romantico di Cuba e dell'America. Il suo legame con Matanzas è profondo: lì visse, esercitò come avvocato, diresse la rivista La Biblioteca de las Damas e redasse parte della sua opera. Nell'ottobre del 1823 compose lì «La estrella de Cuba», considerato da alcuni studiosi come la prima poesia apertamente indipendentista della letteratura cubana, e dal porto di quella città partì clandestinamente per l'esilio nel novembre dello stesso anno.

José Martí lo consacrò nel suo discorso pronunciato a Hardman Hall, New York, il 30 novembre 1889, in cui affermò che Heredia fu «colui che forse risvegliò nella mia anima, come in quella di tutti i cubani, la passione inestinguibile per la libertà».

La denuncia ha suscitato un'immediata indignazione sui social media. Il profilo del Museo Farmacéutico de Matanzas ha risposto con un commento secco ma contundente: «Vergognoso il trattamento del Patrimonio». Un utente ha lamentato che la targa fosse «il luogo che ci ricordava a fatica che José María Heredia visse e creò tra di noi» e ha avvertito che «un giorno non resterà nulla di quella memoria storica, e dovremo ricominciare da capo». Un altro utente ha sottolineato che la storia del paese non è l'unica cosa che si perde, ma anche «i valori, i principi, l'istruzione, la solidarietà», attribuendo il caos a «un sistema che è fallito da tempo e che si aggrappa fino all'ultimo calpestando il popolo».

García ha collegato la perdita direttamente con la crisi che opprime i cubani. «La mia gente non ha più tempo per pensare, la mia gente si dedica appena a sopravvivere e a non ammalarsi fisicamente e mentalmente. Che tempo avrà quindi per la memoria?», ha scritto, sottolineando che di quella situazione «si approfitta il gigante delle sette leghe» e ne traggono beneficio coloro che detengono il potere.

La scomparsa della targa dedicata all'autore dell'«Inno dell'esiliato» non è un fatto isolato. Nel maggio scorso è stato denunciato il furto della targa storica del parco giochi Armando Carnot a Matanzas, dedicata al cosiddetto «Medico dei Poveri». Sempre a maggio, il mausoleo ai martiri dell'indipendenza a Cárdenas è diventato vulnerabile al saccheggio dopo il furto della sua grata. A Holguín, la spada della statua del maggiore generale Julio Grave de Peralta è stata rubata almeno per la terza volta, e cinque sculture nella Piazza della Marqueta presentano il rischio di collasso a causa di un deterioramento severo.

Il modello è sistematico: le istituzioni culturali del regime hanno mostrato incapacità o disinteresse nel proteggere il patrimonio nazionale, mentre la crisi economica senza precedenti spinge una parte della popolazione a sottrarre qualsiasi elemento di valore che incontri lungo il cammino. Come ha avvertito un internauta nei commenti: «fino ai cavi se lo stanno portando via, in altre parole, questo non ha quando fermarsi, oppure si fermerà quando non resterà più nulla».

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