Il dramma di una madre a Cuba: Sua figlia ripete l'anno tra blackout, mancanza di insegnanti e scarsità

Una madre cubana denuncia che sua figlia di 7 anni è costretta a ripetere l’anno scolastico all’Avana a causa di blackout, mancanza di libri e insegnanti incapaci di insegnare.



Scuola primaria María Luisa Dolz.Foto © Facebook/Leticia Jiménez

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Una madre cubana ha denunciato pubblicamente che sua figlia di appena sette anni dovrà ripetere la seconda elementare dopo aver affrontato per anni una serie di problemi all'interno del sistema educativo cubano, caratterizzata dalla mancanza di insegnanti, dall'assenza di materiali scolastici, dai blackout e dall'inazione delle autorità locali.

La denuncia è stata presentata su Facebook da Leticia Jiménez, che ha raccontato che la minore studia nella scuola primaria María Luisa Dolz, situata nel municipio Diez de Octubre, a L'Avana. Secondo il suo racconto, la bambina è stata sospesa dopo aver vissuto tre anni di irregolarità che, sostiene, hanno gravemente influenzato il suo apprendimento.

"Mi chiedo cosa ho fatto di sbagliato o cosa abbia sbagliato mia figlia affinché ora sia lei a pagare le conseguenze di un paese dove non c'è mai corrente elettrica per far sì che questi bambini possano dormire," scrisse la madre in un post condiviso lo scorso 12 giugno, che ha rapidamente suscitato reazioni sui social media.

Il racconto descrive un deterioramento progressivo delle condizioni educative sin dalla scuola materna. Secondo Leticia, la prima insegnante abbandonò l'aula appena un mese dopo l'inizio del corso a causa di una gravidanza. L'insegnante che la sostituì fu accusata da diversi genitori di appropriarsi della merenda destinata agli alunni. Nonostante le lamentele, la direzione della scuola non adottò misure fino a quando la situazione degenerò in un alterco con una madre, dopo il quale l'insegnante abbandonò la scuola.

Le difficoltà sono continuate in prima elementare. Il gruppo, composto da 26 studenti, è rimasto per mesi senza un'insegnante stabile, fino a quando la direzione ha assegnato una docente vicino agli 80 anni di età. Secondo la denuncia, la direttrice ha giustificato la decisione sostenendo che la donna aveva bisogno di continuare a lavorare per integrare le sue entrate. Successivamente, l'insegnante si è ammalata di chikungunya e ha riportato conseguenze fisiche che hanno ulteriormente limitato il suo rendimento in aula.

La situazione non è migliorata durante il secondo anno. La ragazza non ha mai ricevuto i libri di testo corrispondenti al corso. Quando la madre ha reclamato, sostiene che la direzione ha promesso di procurare i materiali in un'altra scuola e di garantire che i compiti venissero svolti all'interno della struttura. Tuttavia, afferma che quelle promesse non sono mai state mantenute.

Alle carenze didattiche e materiali si sono aggiunti i continui blackout, la mancanza d'acqua e le difficoltà quotidiane che le famiglie cubane devono affrontare per garantire il riposo e il nutrimento dei propri figli.

La denuncia di Leticia dà un volto a una crisi educativa che si estende in tutto il paese. Le autorità cubane hanno anticipato la chiusura dell'anno scolastico 2025-2026 tra il 15 e il 30 giugno a causa dei problemi energetici, della scarsità di carburante e delle difficoltà nei trasporti.

Il sistema educativo affronta anche una grave mancanza di personale docente. Dati ufficiali riflettono che Cuba ha iniziato l'anno scolastico 2024-2025 con un deficit di 24.000 insegnanti, equivalente al 12,5% dei posti previsti. La situazione persiste in diverse province, dove migliaia di posti rimangono vacanti e la copertura docente si mantiene al di sotto delle reali necessità.

Le conseguenze derivate dalla crisi energetica hanno avuto un impatto diretto sul calendario accademico. Negli ultimi mesi sono state sospese le prove di ingresso al preuniversitario in alcune province e sono stati eliminati gli esami di ingresso all'università per il corso 2026-2027, sostituiti dalla media accademica accumulata degli studenti.

Nonostante quanto accaduto, Leticia ha assicurato che non trasferirà sua figlia in un'altra scuola. Al contrario, ha annunciato che documenterà durante il prossimo anno scolastico le assenze, gli orari di arrivo e le prestazioni dei responsabili della scuola.

La sua testimonianza si conclude con una riflessione che ha risuonato tra molte famiglie cubane che affrontano problemi simili: "Non c'è neanche un maestro come quelli che avevo io nella mia infanzia, che amavano essere insegnanti, insegnare ai bambini e formarli per un futuro migliore. Sento molta tristezza per il fatto che non abbiamo più nulla; ci hanno già tolto tutto".

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Redazione di CiberCuba

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