Cubani di fronte al giuramento pionieristico: «Così dicevano nella mia aula e siamo tutti nello Yuma»

Un video di bambini cubani che recitano il giuramento pionieristico scatena una massiccia ironia: «Così dicevano nella mia aula e ora siamo tutti nello yuma».



Atto pionieristico a HolguínFoto © Facebook / Joel Queipo Ruíz

Un video di un atto di pionieri svolto a Holguín, pubblicato su Facebook dal primo segretario del Partito Comunista nella provincia, Joel Queipo Ruíz, ha scatenato un'ondata di derisioni e critiche tra i cubani sia dentro che fuori l'Isola, che sottolineano la contraddizione tra il giuramento dei bambini di essere leali al comunismo e l'esodo massiccio che sta vivendo il paese.

Il clip mostra bambini che ripetono in coro: «Studiare, lavorare e lottare. Ispirati all'esempio degli eroi della patria. Per essere degni eredi delle gloriose Unioni di Giovani Comunisti. Pionieri per il comunismo, saremo come il Che!».

Tra i più di 100 commenti nel post, un denominatore comune che riassume il pensiero di un'intera generazione: «Così dicevano tutti nel mio aula e tutti siamo emigranti», ha scritto un interno. Un altro ha aggiunto con ironia: «Tre doritos dopo, tutti a Miami».

La consigna «Pionieri per il Comunismo, saremo come il Che!» fu adottata dalla Organizzazione dei Pionieri José Martí nel 1968 e rimane fino ad oggi come fulcro dell'indottrinamento politico infantile che il regime impone fin dalla prima infanzia scolastica.

I commenti non si sono limitati all'ironia: diversi utenti hanno messo in discussione le condizioni materiali reali in cui vivono quei bambini mentre recitano inni al comunismo.

«Chiedi a quanti bambini è stata data un po' di latte e hanno mangiato del pane e quanto hanno dormito senza essere punti dalle zanzare», scrisse uno. Un altro fu più dettagliato: «Hanno dormito tutta la notte, hanno riposato con corrente, aria condizionata, ventilatori, sono riusciti a cenare carne, fagioli, riso, latte, gelato, yogurt, succhi... che cosa avranno fatto colazione...?».

Un commento ha sintetizzato la critica con durezza: «Per essere degni eredi del blackout e delle discariche, un sistema macabro che fin da quando sei un innocente ti cucina il cervello a forza di menzogne».

Vari internauti hanno etichettato la pratica in modo diretto: «Lavaggio del cervello fin da piccoli», «Puro indottrinamento, accidenti. Non so come possano non provar vergogna a pubblicare questi video» e «Indottrinamento abusivo... invece di permettere a ogni bambino di crescere e scegliere man mano che comprende la società».

Un commentatore ha citato il caso di Jenny Sotolongo, «la bambina delle tribune», utilizzata da Fidel Castro come immagine di propaganda sin da piccola negli anni '90: «È stata indottrinata da Fidel e oggi canta per la libertà di Cuba».

Sotolongo, oggi in esilio a Houston, Texas, ha presentato il 1 giugno una canzone intitolata «La voz che mi prestaron» dedicata alla libertà di Cuba, e rappresenta un ulteriore simbolo della contraddizione che il video ha rimesso in evidenza.

Più di un milione di cubani sono emigrati tra il 2021 e il 2025, e il 93 % degli intervistati in sondaggi del 2026 ha dichiarato che partirebbe «domani stesso» se potesse. «Presto quei bambini potranno essere liberi e vedere i loro genitori emigrati in una Cuba libera», ha concluso uno dei commenti più speranzosi della discussione.

Il video circola in un momento in cui il sistema educativo cubano sta attraversando la sua peggiore crisi da decenni.

Il corso 2025-2026 è iniziato con un deficit di circa 24.000 docenti, equivalente a una ogni otto posti non coperti, e il governo ha anticipato la chiusura dell'anno scolastico al periodo dal 15 al 30 giugno per «limitazioni logistiche» che includono blackout, mancanza di carburante e cibo.

In marzo, i blackout hanno colpito il 63% della domanda elettrica e hanno costretto a sospendere le lezioni a La Habana.

Tuttavia, giorni dopo, nonostante la crisi, le scuole habanere organizzavano «tribunali antiimperialisti» con bambini vestiti da giudici per accusare gli Stati Uniti, in un'escalation dell'indoctrinamento che il regime mantiene attivo mentre il paese si svuota.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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