L'UJC Nazionale afferma che "batterà l'imperialismo": "Succhiati questa mandarino", si prendono gioco degli internauti

La prima segretaria dell'Unione dei Giovani Comunisti, Meyvis Estévez, ha pubblicato un video di propaganda in cui un'altra giovane militante afferma che è possibile "sconfiggere l'imperialismo", ma non si spiega come. L'unica strategia è stata citare Che Guevara. I cubani hanno risposto con scherni di massa sui social media.



La UJC nazionale di Cuba afferma che vincerà «sull'imperialismo»Foto © Captura de video FB/Meyvis Estévez

La prima segretaria del Comitato Nazionale della Unione dei Giovani Comunisti (UJC) di Cuba, Meyvis Estévez Echavarría, ha pubblicato questa settimana un video su Facebook in cui, quando le è stato chiesto se sia possibile sconfiggere l'imperialismo, un'altra giovane militante ha fornito una risposta così vaga e circolare che ha scatenato un'ondata di risate sui social media.

Il clip dura appena 30 secondi, ma offre molto. La giovane, con un sorriso appena trattenuto che sembra rivelare che nemmeno lei riesce a credere a ciò che dice, risponde: «Certo che è possibile, insomma, abbiamo sempre la possibilità. Questo, lo realizzeremo. Insomma, forse dobbiamo trovare il modo più ottimale per farlo».

Fino a quel momento, la strategia antiimperialista della UJC: possibilità, ottimismo e modo ottimale da determinare.

Il remate è il gioiello della corona: l'unico «strumento concreto» che le viene in mente alla dirigente è la frase «neppure un tantino così», attribuita al Che Guevara, come misura esatta della relazione con l'imperialismo yankee.

Estévez ha pubblicato il video sul suo profilo Facebook con l'hashtag #UJCdeCuba e il testo: «In giorni come questi, dobbiamo rendere più chiaro che mai che 'neanche un tantino così' è la giusta misura della nostra relazione con quel governo». Piano strategico completo, pronto per essere eseguito.

I cibernauti hanno risposto con la contundenza che il momento richiedeva. «Succhiati questa mandarino», ha scritto uno, in quello che può essere considerato il riassunto più preciso della situazione. Un altro è stato qualcosa di più letterario: «Una versione femminile di Cantinflas». E un ulteriore commento, in un esercizio di sarcasmo chirurgico, ha celebrato: «Lei sì che spiega e argomenta molto bene. Si vede che domina l'argomento, che analizza, che ha potere di sintesi, e arriva a conclusioni con certezza. Avere a disposizione questa intelligenza è un privilegio!»

Qualcuno ha sottolineato l'ovvio: «Non ha mai detto come ci riusciranno». E non è mancato chi è stato più diretto: «Certo, certo che ci riusciamo, in altri 67 anni di fame o quel che serve». La conclusione di un cibernauta è stata devastante: «Abbiamo sempre la possibilità, questo lo realizzeremo, cioè, forse dobbiamo solo trovare il modo più ottimale per farlo. QUESTI COMUNISTI NON SANNO PIÙ COS'INVENTARE».

Il contesto in cui si produce questa dichiarazione rende ancora più difficile trattenere le risate o le lacrime. Cuba attraversa nel 2026 una delle sue peggiori crisi storiche: i deficit elettrici hanno raggiunto più volte picchi superiori a 2.000 MW a maggio e giugno, lasciando senza elettricità il 70% della popolazione contemporaneamente. Il 33,9% delle famiglie cubane ha riportato che almeno una persona è andata a letto affamata nei 30 giorni precedenti, secondo il Food Monitor Program nel 2025, rispetto al 24,6% del 2024.

La inflazione del mercato non statale ha raggiunto il 31,9% nel primo trimestre del 2026, mentre la contrazione del PIL prevista oscilla tra il 6,5% e il 7,2%. Nel frattempo, la UJC organizzava biciclette fino a Playa Girón e festival di aquiloni "contro il blocco" con messaggi politici da parte di bambini, attività che hanno suscitato molte burle.

Un internauta ha scritto con nostalgia: «Questi video mi ricordano i tempi in cui le cose dovevano essere fatte per obbligo e non per convinzione». Mentre un altro è stato più conciso e schiacciante: «Unione di giovani chivatones».

En l'ottica di Estévez, con un florido passato retorico e propagandistico, fedele alla «forza» del PCC e sempre emozionata di fronte all’eloquenza e alla convinzione del suo massimo leader, la domanda su come vincere contro l'imperialismo era, forse, troppo facile da rispondere. A quanto pare, per lei e la UJC, il popolo cubano che muore di fame mentre i loro dirigenti giovanili cercano «il modo più ottimale», senza fretta, senza piano e, a quanto pare, senza vergogna, di sconfiggere quello che loro chiamano «l'imperialismo». Certo, non si fermeranno mai a riflettere sui metodi criminali, «imperialistici», che usa la dittatura cubana contro il proprio popolo.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.