«Lui di atto in atto e il popolo che muore di fame»: i cubani attaccano Díaz-Canel

«E continuano a spendere carburante. Nessuno con buon senso fa questo in piena crisi, con un popolo che muore di fame, gli ospedali in crisi. Insomma...»



Cubani che soffrono la fame mentre Canel passa da un evento all'altroFoto © Collage CiberCuba

La pubblicazione di Miguel Díaz-Canel su Facebook riguardo il Dibattito Centrale per la Giornata dell'Africa celebrato nel Palazzo della Rivoluzione ha suscitato un'ondata di critiche da parte dei cubani che hanno denunciato la contraddizione tra gli atti protocollari del governante e la miseria in cui vive il popolo.

Lo scorso lunedì, Díaz-Canel ha presieduto l'evento insieme ad ambasciatori africani e ha pubblicato sui social: «Nel Grande Evento per il #GiornoDellAfrica al Palazzo della Rivoluzione, abbiamo confermato la nostra fratellanza con il continente madre. Ci unisce la storia, il sangue e la lotta condivisa contro il colonialismo e il razzismo. Siamo figli dell'Africa. Non ci arrenderemo».

Facebook / Miguel Díaz-Canel

La risposta dei cubani è stata immediata ed è stata caratterizzata da critiche, derisioni e indignazione per la disconnessione tra gli atti ufficiali e la crisi quotidiana che vive l'isola.

«Lui di atto in atto e il popolo morente di fame», ha scritto un utente, in una delle frasi più ripetute tra i commenti.

Otros cuestionaron el despliegue político en medio de los apagones y la escasez: «Siguen los actos y reuniones, mucha muela y aire acondicionado»; «¿Había electricidad?»; y «Siga de fiesta mientras su pueblo muere de hambre».

Non sono mancate le critiche per il contrasto tra le celebrazioni ufficiali e il deterioramento sociale del paese. «Risate e applausi... mentre gli ospedali sono al collasso e le madri cercano di salvare la vita dei loro figli», ha commentato una cubana.

Varii internauti hanno accusato il governo di cercare di proiettare normalità verso l'esterno mentre la popolazione affronta fame e blackout. «Fingendo di fronte al mondo che tutto va bene, mentre il suo popolo implora libertà», ha scritto un altro utente.

Le riferimenti alla crisi economica e alimentare hanno dominato il dibattito: «Dopo quella celebrazione verrà il banchetto di buon cibo, mentre i cubani continuano a non avere cibo nei piatti»; «Abbiamo già superato l'Africa in povertà»; e «Il popolo muore di fame e lei fa quella cosa inutile».

Incluso ci sono stati quelli che hanno criticato l'insistenza ufficiale nel dare la colpa all'embargo statunitense. «Se Cuba può contare su Africa e su tanti paesi, perché ha bisogno del nemico storico?», ha contestato un altro commentatore.

La crisi elettrica tiene Cuba nell'oscurità, con deficit che hanno superato i 2.100 MW durante maggio 2026 e blackout di fino a 20 ore al giorno all'Avana.

Il 14 maggio è stato registrato un record storico di 2.174 MW di deficit, lasciando senza elettricità il 70% della popolazione cubana in modo simultaneo.

A la crisi elettrica si aggiunge una situazione alimentare devastante: il 33,9 % delle famiglie cubane ha sofferto la fame nel 2025 e il 96,91 % della popolazione non ha accesso adeguato al cibo, secondo i dati di maggio 2026.

Il sistema sanitario cubano è al bordo del collasso, con 461 su 651 medicinali essenziali non disponibili nelle farmacie statali e più di 96.000 pazienti in lista d'attesa per interventi chirurgici, inclusi più di 11.000 bambini.

Questo episodio si inserisce in un modello ricorrente: solo pochi giorni prima, Díaz-Canel aveva organizzato una Tribuna Antiimperialista con lavoratori mobilitati su autobus statali in piena scarsità di carburante.

«Continente madre? Lavorate per risolvere i problemi elettrici, alimentari, sanitari e abitativi che attraversa l'isola», ha esigito un altro commentatore su Facebook, riflettendo il crescente malcontento di molti cubani di fronte a una dirigenza sempre più distante dalle difficoltà quotidiane della popolazione.

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