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L'ex presidente colombiano Iván Duque ha nuovamente criticato i governi di Cuba, Venezuela e Nicaragua affermando che questi paesi hanno funzionato da piattaforme per l'espansione del crimine organizzato nella regione e che il ripristino della democrazia in essi rappresenta una priorità per la sicurezza emisferica.
Le dichiarazioni sono state rilasciate durante un'intervista concessa a Diálogo Américas, pubblicazione specializzata in tematiche di sicurezza e difesa legata al Comando Sud degli Stati Uniti.
«Hanno promosso da quel territorio quel crimine organizzato», ha affermato Duque riferendosi ai governi di La Habana, Caracas e Managua, ai quali ha attribuito la responsabilità di contribuire al deterioramento della sicurezza regionale.
L'ex presidente, che ha governato la Colombia dal 2018 al 2022, ha affermato che il ripristino dell'ordine istituzionale e democratico in quei tre paesi è un compito fondamentale per il continente.
Durante la conversazione, Duque ha identificato tre grandi sfide che affronta l'America Latina e i Caraibi: la violenza urbana, la crescita del crimine organizzato transnazionale e le economie illegali collegate al narcotraffico e al riciclaggio di denaro. Ha anche ricordato che, nonostante rappresenti una frazione relativamente piccola della popolazione mondiale, la regione concentra una proporzione eccessiva degli omicidi registrati nel pianeta.
In risposta, propose una strategia regionale basata sullo scambio di informazioni, la cooperazione tra governi e l'applicazione coordinata di sanzioni contro le strutture criminali.
Duque ha anche avvertito sull'espansione delle organizzazioni criminali in diversi paesi latinoamericani e sulla crescente connessione tra le reti del narcotraffico che operano in vari punti del continente.
Le dichiarazioni avvengono in un contesto di crescente preoccupazione regionale per l'influenza di gruppi criminali transnazionali e per il ruolo che alcuni governi svolgono nella lotta contro queste organizzazioni.
La posizione dell'ex presidente colombiano riguardo a Cuba non è nuova. Durante il suo mandato ha mantenuto forti divergenze con L'Avana, soprattutto a causa della presenza nell'isola di negoziatori dell'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e per il rifiuto del governo cubano di estradare membri di quella organizzazione guerrigliera richiesti dalla Colombia.
Negli ultimi anni, Duque ha ribadito in vari forum internazionali le sue critiche ai governi di Cuba, Venezuela e Nicaragua, che tende a raggruppare come regimi autoritari che influenzano la stabilità democratica della regione.
Tras la diffusione dell'intervista, l'ex presidente ha riaffermato la sua posizione sui social media X, dove ha insistito sul fatto che la restaurazione della democrazia in questi tre paesi è una condizione necessaria per rafforzare la sicurezza e la stabilità nel emisfero.
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