La stampa ufficiale cubana esplode dopo la sanzione degli Stati Uniti contro il portavoce del regime indicato come «ciberclaria»

L'ACN rifiuta la sanzione degli Stati Uniti contro il suo corrispondente a Villa Clara, identificato dall'Ambasciata statunitense come operatore di «ciberclarias».



Henry Omar Pérez, corrispondente dell'ACN a Villa Clara e diffusore di fake news sui social media.Foto © Facebook/Henry Omar Pérez.

La Agencia Cubana de Noticias (ACN) è intervenuta martedì in difesa di Henry Omar Pérez Yera, capo della corrispondenza a Villa Clara, dopo che l'Ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana lo ha identificato come uno dei portavoce più attivi del regime cubano sui social media e lo ha incluso in una lista restrittiva di accesso al paese nordamericano.

A través di un comunicato diffuso sulle sue piattaforme digitali, l'agenzia statale ha denunciato la misura e ha assicurato che Pérez Yera ha dedicato il suo lavoro a contrastare quelle che considera informazioni false su Cuba.

La ACN ha qualificato la sanzione come «spurìa» e ha sostenuto che il giornalista ha utilizzato i social media per difendere la posizione ufficiale del governo cubano di fronte a narrazioni che ritiene manipolate.

Il pronunciamento è avvenuto appena un giorno dopo che l'Ambasciata statunitense ha avvertito sull'attività delle cosiddette «ciberclarias», termine utilizzato per descrivere profili e operatori digitali che promuovono contenuti favorevoli al regime cubano e attaccano oppositori, attivisti e media indipendenti.

Nel suo messaggio, la sede diplomatica ha messo in guardia sui tentativi di diffondere informazioni false relative alla politica statunitense, utilizzando simboli associati al governo degli Stati Uniti, e ha invitato i cubani a verificare le informazioni prima di condividerle.

La inclusione di Pérez Yera nell'elenco delle persone soggette a restrizioni d'ingresso si aggiunge a misure simili adottate in precedenza contro altri comunicatori ufficialisti. Tra di loro figura Pedro Jorge Velázquez, conosciuto sui social come «El Necio», che è stato anch'egli oggetto di restrizioni per il visto quest'anno.

Il profilo pubblico di Pérez Yera sui social media mostra una difesa attiva delle posizioni ufficiali del governo cubano. Ad aprile ha condiviso una fotografia della sua scheda elettorale contrassegnata a favore di Miguel Díaz-Canel, accompagnata dal messaggio: «Io ho votato per Miguel Díaz-Canel Bermúdez e lo rifarei».

In altre pubblicazioni ha criticato i media indipendenti, gli attivisti e gli oppositori del governo. Il suo nome appare anche nella base di dati pubblica Represores Cubanos, che raccoglie informazioni su funzionari e persone legate a strutture repressive dello Stato cubano.

La controversia si verifica in un contesto di crescente incremento delle sanzioni imposte da Washington contro funzionari, istituzioni e strutture legate al regime cubano nel corso del 2026.

Negli ultimi settimane, l'amministrazione statunitense ha annunciato nuove misure contro i leader del governo e le entità associate all'apparato statale cubano. Tra i soggetti colpiti figura il governante Miguel Díaz-Canel, insieme ad altri funzionari di alto livello e familiari stretti.

La risposta dei media ufficiali cubani è stata di rifiuto a queste azioni. Diversi dirigenti e giornalisti della stampa statale hanno difeso pubblicamente i funzionari e i comunicatori inclusi nelle sanzioni, sostenendo che le misure mirano a esercitare pressione politica sul paese.

Por parte loro, i funzionari statunitensi hanno ribadito che le restrizioni sono indirizzate contro persone che considerano coinvolte in attività di propaganda, disinformazione o repressione, e non contro il popolo cubano.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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