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La Embajada degli Stati Uniti a Cuba ha pubblicato questo lunedì un avviso ufficiale sui suoi social media denunciando che le cosiddette «ciberclarias» hanno intensificato i loro sforzi per diffondere informazioni false sulla politica americana utilizzando simboli e immagini associati al governo degli Stati Uniti.
«L'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba ha notato che ci sono sforzi intensificati da parte delle ciberclarias per diffondere informazioni false sulla politica degli Stati Uniti utilizzando simboli associati al nostro governo», si legge nel comunicato.
La missione diplomatica ha esortato i suoi sostenitori a verificare le informazioni prima di condividerle e a contattare direttamente l'ambasciata per qualsiasi dubbio: «Prima di condividere, possono chiederci se è reale, come molti già fanno».
Il termine «ciberclarias» è un neologismo politico cubano di uso dispregiativo che designa conti e profili sui social media descritti come troll coordinati al servizio del regime cubano.
Il nome deriva dalla «claria», un pesce d'acqua dolce economico e abbondante a Cuba, oltre ad essere una specie invasiva, usato metaforicamente per evocare qualcosa di proliferante e di scarso prestigio.
Questo fenomeno è stato documentato almeno dal 2020 dal informatico Raúl Danglade, creatore del sito LasCiberclarias.com, che ha identificato oltre 120 profili falsi su Twitter collegati a queste operazioni coordinate.
Secondo Danglade, questi conti amplificano hashtag ufficialisti come #DeZurdaTeam, #CubaSalva e #SomosContinuidad, e attaccano dissidenti, giornalisti indipendenti e istituzioni straniere.
L'allerta dell'ambasciata rappresenta un nuovo passo in questo fenomeno: non si tratta più solo di attaccare i cubani critici del regime, ma di sostituire l'immagine di una potenza straniera per creare notizie false sulla sua politica.
In settembre 2025, la diplomatica cubana Johana Tablada de la Torre ha avuto un episodio significativo nel diffondere una notizia falsa contro Carlos Giménez dopo aver condiviso un post manipolato da un profilo tipico di ciberclarias.
Non è la prima volta che l'ambasciata emette questo tipo di avvertimenti. A gennaio del 2025, la missione diplomatica aveva già avvertito riguardo a falsi rumors migratori che circolavano attribuiti a fonti ufficiali statunitensi.
L'ambasciata ha sottolineato nella sua pubblicazione che «coloro che diffondono notizie false vogliono generare confusione, alimentare voci e distorcere la realtà per ingannare e promuovere la loro propaganda».
Il regime cubano, da parte sua, utilizza l'argomento di una presunta «guerra mediatica» portata avanti dall'estero per giustificare le restrizioni alla libertà di espressione su internet, incluso il Decreto-Ley 370, in vigore dal 2019, con cui ha perseguitato giornalisti e utenti per pubblicazioni sui social media.
«In un contesto in cui le notizie circolano a grande velocità, è fondamentale utilizzare fonti affidabili, verificare i dati e evitare di diffondere contenuti la cui veridicità non sia stata confermata», conclude il comunicato dell'ambasciata.
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