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La Aduana cubana dell'aeroporto Jaime González de Cienfuegos ha sequestrato quattro spedizioni di antenne Starlink provenienti da Miami nel 2026, secondo quanto pubblicato dal profilo ufficiale di Facebook «Las Cosas de Fernanda 2», legato al MININT.
Il profilo, che supera i 22.000 follower su detto social network, ha presentato i sequestri con un linguaggio di guerra e sovranità nazionale, qualificando le antenne come potenziali «sistemi di guida sul terreno» in una eventuale invasione militare.
I quattro sequestri si sono verificati nelle seguenti date: il 28 marzo, nascosto in due scatole di monitor; il 16 maggio, all'interno di un monitor; il 23 maggio, camuffato in una saldatrice; e il 2 giugno, nascosto in un impianto stereo.
Tutte le spedizioni provenivano dallo stesso luogo: Miami, Florida, e le destinazioni finali dichiarate erano le province di Artemisa, Holguín e Las Tunas.
I dispositivi sono stati rilevati tramite scanner radiografici. Secondo la pubblicazione ufficiale, «gli scanner radiografici hanno rivelato ciò che a prima vista sembrava innocuo: scatole di monitor, impianti di saldatura, apparecchiature musicali. All'interno, nascoste con ingegno, viaggiavano antenne Starlink».
Il regime avverte che l'importazione di apparecchiature di comunicazione senza autorizzazione «non solo comporta il sequestro immediato, ma anche conseguenze penali ai sensi della Legge Penale Cubana», minacciando azioni legali contro coloro che tenteranno di introdurre questi dispositivi.
La narrativa del profilo ufficialista va oltre il quadro legale e presenta ogni antenna confiscata come «una vittoria contro la penetrazione tecnologica», in quello che descrive come una «battaglia sistematica contro l’aggressione esterna e la minaccia di invasione militare».
Questa retorica militarista riflette la strategia del regime di criminalizzare l'accesso a internet indipendente e presentarlo come un atto di tradimento, in un contesto in cui Cuba sta affrontando gravi crisi di connettività e blackout elettrici che hanno spinto la popolazione a richiedere alternative satellitari.
I sequestri a Cienfuegos si sommano a una campagna sistematica che il regime porta avanti dal 2025. Ad aprile e maggio di quell'anno, la Dogana ha sequestrato più di 85 router e 20 dispositivi Starlink all'Aeroporto Internazionale José Martí de L'Avana, oltre a sette antenne Starlink nascoste nello stesso aeroporto e tre dispositivi nascosti all'interno di televisori a Holguín.
Il quadro legale che sostiene i sequestri è stato rafforzato nel maggio 2026, quando il Ministero delle Comunicazioni ha pubblicato la Risoluzione 1/2026, che vieta l'importazione di apparecchiature per accedere «senza autorizzazione» alle reti di telecomunicazioni. Starlink opera completamente al di fuori di quel quadro poiché non ha un accordo con il governo cubano.
Mentre il regime celebra ogni sequestro come una difesa della sovranità, milioni di cubani rimangono senza accesso a Internet affidabile, sottoposti a frequenti interruzioni e a una delle connettività più limitate del emisfero.
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