In vendita «Hoz y Cruz», libro del giornalista Yoe Suárez sulla resistenza degli evangelici alla dittatura cubana

«Hoz y Cruz», opera vincitrice del Premio Manuel Márquez Sterling 2025 e che documenta otto anni di ricerca sulla resistenza evangelica di fronte al regime castrista, è stata messa in vendita questa settimana. Il libro del giornalista cubano Yoe Suárez attraversa un quarto di secolo di lotta civica non violenta, dal 2000 al 2025, e formula il concetto di Movimento Civico Evangelico. È disponibile su Amazon e altre piattaforme digitali.



Libro «Hoz y Cruz» e il suo autore, il giornalista Yoe SuárezFoto © FB/Yoe Suárez

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I marchi editoriali Ediciones Memoria e Ediciones Homagno hanno messo in vendita questa settimana il volume «Hoz y Cruz: Evangélicos, resistenza non violenta e l'ultimo regime totalitario d'Occidente (2000-2025)», opera del giornalista e scrittore cubano Yoe Suárez, esiliato negli Stati Uniti, che ripercorre un quarto di secolo di lotta civile non violenta della comunità evangelica di Cuba contro il regime castrista; disponibile su Amazon e altre piattaforme digitali.

Il libro esaustivo, di 828 pagine, è il risultato di otto anni di ricerca iniziata nel 2018 e segnata da arresti, sorveglianza, censura, interruzioni di internet e l'esilio dell'autore nel settembre 2022. L'opera ha vinto il Premio di Letteratura di Non Fizione Manuel Márquez Sterling 2025, un importante riconoscimento delle lettere cubane in esilio.

«Ho iniziato a scrivere Hoz y Cruz nel 2018, senza sapere che lo stavo facendo», ricorda Suárez in un'intervista con la giornalista Diane Hernández, per il sito Voz Media, e spiega che il seme è germogliato osservando come l'accesso massiccio a internet mobile e il processo di riforma costituzionale del regime stessero trasformando la partecipazione della società civile cubana.

In questo contesto sono emersi molti attori sociali, ma Suárez sostiene che gli evangelici hanno occupato un posto singolare: «Si sono distinti per la loro capacità di mobilitazione, singolarità nello spettro politico e impatto».

Secondo quanto documenta il libro, decine di chiese evangeliche hanno guidato una campagna nazionale contro la nuova Costituzione promossa dal regime, che ha incluso la raccolta di circa 180.000 firme, una delle più grandi iniziative indipendenti registrate a Cuba negli ultimi sei decenni.

Uno dei principali contributi concettuali dell'opera è la formulazione del Movimento Cívico Evangélico (MoCE), che Suárez definisce come «l'articolazione pacifica, sostenuta e massiccia di richieste e azioni più o meno coordinate dalla stragrande maggioranza della comunità evangelica di fronte alle politiche castriste tra il 2018 e il 2022», si riferisce l'intervista.

L'autore colloca l'inizio simbolico di quel movimento il 28 giugno 2018, quando le principali chiese evangeliche diffusero una dichiarazione contro il progetto di costituzione del Governo, e segnala che il suo impatto trascese i confini delle chiese: «Il MoCE ha dinamizzato la sfera pubblica in un modo unico».

Il libro recupera anche episodi praticamente sconosciuti alle nuove generazioni: il recupero pacifico del tempio battista di Yaguajay, il digiuno «Vita e libertà» guidato dal dottor Oscar Elías Biscet nel 1999 per attirare l'attenzione internazionale sui prigionieri politici, e la protesta di circa mille evangelici di fronte al Tribunale Provinciale di Camagüey in sostegno del prigioniero politico Orson Vila.

Suárez denuncia inoltre una doppia moralità nel trattamento mediatico della resistenza religiosa: «Sembrava che, se si trattava di una visione politica a sostegno della sinistra o del progressismo, allora la voce della Chiesa era benvenuta; ma se si trattava di una posizione di segno conservatore, controrivoluzionario o di Libertà, allora non era conveniente che quella parte della cittadinanza parlasse».

La pubblicazione dell'opera avviene in un contesto di repressione religiosa documentata e crescente. L' Osservatorio Cubano dei Diritti Umani ha registrato almeno 873 violazioni della libertà religiosa a Cuba durante il 2025, e la Commissione per la Libertà Religiosa Internazionale degli Stati Uniti ha collocato Cuba nella sua categoria più severa nel 2026 per «violazioni gravi e continue».

Si riferisce l'autore a come la storia della resistenza evangelica sia collegata con la «nuova generazione di creatori di contenuto e influencer cristiani che partecipano attivamente al dibattito pubblico cubano». Tra queste voci critiche alla dittatura si possono citare Anna Bensi (Anna Sofía Benítez Silvente) e Iván Daniel Calás, che hanno affrontato sistematici molestie e maltrattamenti da parte delle forze repressive del regime. 

Per Yoe Suárez, ignorare fenomeni come il MoCE porta a una comprensione incompleta della storia recente dell'isola, incluso l'esplosione sociale dell'11 luglio 2021: «Ogni gruppo che è emerso nell'attivismo in quel periodo ha contribuito alla radice dell'esplosione del 11J».

El giornalista, che aveva già pubblicato «Leviatán. Polizia politica cubana e terrore socialista» —vincitore del Premio Ilíada di Giornalismo 2021— riassume lo spirito della sua nuova opera con una frase netta: «La battaglia nella Cuba del futuro non sarà la ricostruzione degli edifici, ma dell'anima della nazione».

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