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Il nuovo Progetto di Legge sulla Casa pubblicato dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare ratifica che una persona fisica può possedere al massimo due abitazioni in proprietà, più una di riposo o vacanza dichiarata nel titolo costitutivo.
Il limite non è una novità. Il Decreto-Legge 288 dell'ottobre 2011, che ha autorizzato la compravendita di abitazioni tra privati, aveva già stabilito quel tetto in pratica. Ciò che fa il nuovo progetto è elevare quella restrizione a rango di legge formale, senza ampliare i diritti dei proprietari.
L'articolo 4.1 del progetto stabilisce testualmente: «Si riconosce il diritto delle persone fisiche di possedere fino a due abitazioni in proprietà, fatta eccezione per quella che si possiede come casa di riposo o di villeggiatura, la quale deve essere dichiarata nel titolo costitutivo».
Il testo aggiunge un meccanismo di controllo: se si rileva che qualcuno possiede più di due abitazioni, il direttore della Direzione Municipale della Casa può aprire un fascicolo e disporre la perdita dell'immobile acquistato in violazione.
Il progetto, che sostituirebbe la Legge Generale sulla Casa del 1988 e i suoi nove decreti-legge modificativi, introduce inoltre altre obbligazioni che rappresentano cambiamenti concreti per i proprietari.
L'articolo 141 autorizza lo Stato a recuperare abitazioni abbandonate. Se un immobile giunge allo stato di rovina per abbandono e il proprietario non interviene, la Direzione Municipale della Casa potrà richiedere al tribunale «la perdita del diritto per abbandono e la sua disponibilità a favore del Consiglio di Amministrazione Municipale per la successiva assegnazione».
Questa disposizione acquista particolare rilievo nel contesto dell'emigrazione di massa. Oltre 860.000 cubani sono arrivati negli Stati Uniti tra il 2021 e metà del 2024, e Cuba ha perso più di 300.000 abitanti solo nel 2024, il che ha lasciato numerose proprietà chiuse o non mantenute.
Il progetto prevede anche la creazione di consigli di amministrazione in edifici multifamiliari con la capacità di stabilire quote mensili obbligatorie per le spese comuni, i cui accordi saranno vincolanti per tutti i proprietari.
I beneficiari di abitazioni sovvenzionate affronteranno restrizioni per 15 anni per vendere, donare o scambiare i loro immobili; se lo faranno, dovranno restituire al Bilancio dello Stato l'importo totale sovvenzionato.
Il testo è stato pubblicato sul sito del Parlamento cubano a giugno del 2026, con gli spazi vuoti per la data di approvazione e il numero di legge, il che indica che non è ancora stato votato in seduta plenaria. Una volta approvato, il deficit abitativo che supera le 805,583 abitazioni continuerà ad essere lo sfondo di una legge che amplifica il controllo statale sugli immobili senza risolvere la carenza strutturale che affligge il popolo cubano.
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