La Fábrica de Arte Cubano annuncia una chiusura temporanea senza spiegare le cause né la data di riapertura

La Fábrica de Arte Cubano ha annunciato una chiusura temporanea senza una data di riapertura né cause concrete, in mezzo alle pressioni del regime cubano.



FAC Foto © Eventos en Cuba.com

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La Fábrica de Arte Cubano (FAC) ha annunciato questo domenica una chiusura temporanea tramite un comunicato ufficiale pubblicato su Facebook, in cui riconosce di essere «obbligata a fare una pausa» per riorganizzarsi, senza specificare le cause concrete né la durata della chiusura.

«Questa decisione non è stata facile, ma comprendiamo che per continuare a offrire la qualità e l'amore che meritate, è necessario riorganizzarci», si legge nel testo firmato dal team dello spazio culturale, destinato alla sua «cara comunità».

Il comunicato ammette che «le difficoltà che affrontiamo fanno parte di un contesto più ampio», una formulazione che evita di nominare direttamente le pressioni accumulate dal regime cubano sulla istituzione, ma che risulta eloquente per coloro che hanno seguito il conflitto tra la FAC e le autorità culturali dello Stato.

Nonostante la chiusura, l'istituzione ha promesso di mantenere un'attività minima: «Anche se ci fermeremo temporaneamente, apriremo le nostre porte puntualmente per eventi speciali che vi comunicheremo con anticipo».

Captura di Facebook

L'annuncio arriva dopo mesi di tensioni crescenti tra la FAC e il regime. Alla fine di dicembre del 2025, un incidente all'ingresso del recinto è stato strumentalizzato dall'Istituto Cubano della Musica (ICM) e dai media ufficiali per avviare una campagna di discredito per presunta discriminazione razziale.

La FAC ha qualificato le accuse come "false, imbarazzanti e diffamatorie" in un comunicato del 1 gennaio 2026.

Il direttore della FAC, il musicista X Alfonso, ha risposto pubblicamente al regime lo stesso giorno con una dichiarazione contundente: «Siamo una scheggia nel fianco del Ministero della Cultura dal luglio 2018. Ogni settimana dobbiamo affrontare assurdità, censure e mancanza di dialogo».

Il conflitto si era intensificato nell'ottobre del 2025, quando il regime ha censurato un omaggio a Celia Cruz che la FAC stava preparando in occasione del centenario della sua nascita, come denunciato dalla stessa istituzione.

Non è la prima volta che la FAC affronta una chiusura. Fondata nel febbraio 2014 da X Alfonso in una vecchia fabbrica d'olio del Vedado, L'Avana, lo spazio ha chiuso nel marzo 2020 a causa della pandemia di COVID-19 e non ha riaperto fino al marzo 2022, dopo due anni di paralisi.

En ottobre 2023, la crisi energetica ha minacciato nuovamente il suo funzionamento: il piano elettrico assegnato dai ministeri permetteva di aprire solo due giorni al mese invece dei 16 giorni regolari, e la FAC è arrivata a chiedere al pubblico di portare la propria fonte di luce per continuare a operare con generatori.

Nel settembre del 2025 ci fu un altro fermo temporaneo per manutenzione, con riapertura il 2 ottobre dello stesso anno.

La FAC opera con totale indipendenza economica dallo Stato cubano. L'istituzione lo ha ribadito in più occasioni: «L'autosostenibilità finanziaria della FAC dipende esclusivamente dall'impegno dei suoi membri e dalla collaborazione di attori privati; nessuna istituzione copre le nostre spese operative».

«Il nostro impegno è tornare alla programmazione abituale il prima possibile, perché crediamo fermamente nel potere dell'arte di unirci e sostenerci nei momenti difficili», conclude il comunicato di questa domenica.

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