"Mencione la termoeléctrica che più esce dal sistema": La domanda che dovrebbero fare negli esami finali a Cuba

Una professoressa cubana è diventata virale simulando un esame finale con domande su termoelettriche e blackout, ironizzando sul crollo elettrico che colpisce Cuba.



Collage La profe repa e CTE GuiterasFoto © Captura di TikTok

Una professoressa cubana è diventata virale su TikTok pubblicando un video in cui simula di fare l'esame finale del corso 2025-2026 con tre domande sulla crisi elettrica del paese, in un'ironia che riassume con umorismo il collasso energetico che affligge l'isola.

La cuenta @la_proferepa, identificata come un'insegnante cubana, apre il video con tono da maestra in aula: «Attenzione a tutti, adesso detterò il compito di controllo, nessuno parli da questo momento. Bene, prova finale del corso 2025-2026, scrivete nome e cognome e accanto il blocco a cui appartiene».

Le tre domande dell'esame fittizio sono tanto precise quanto rivelatrici.

La prima: «Menziona il nome di tre termoelettriche».

La seconda: «Delle termolettriche esistenti, inciso a, menziona quella che esce di più dal sistema; inciso b, menziona tre delle cause più frequenti».

La terza: «Dica quali attività svolgi durante le ore di blackout».

Alla fine, l'autrice conclude con la frase che racchiude tutta l'ironia del video: «Ora che siamo qui, la prova è facile, so che tutti sanno la risposta, non voglio nessuno che parli, questo è un chivo, credo che non ci voglia chivo, mettiamoci a farlo».

La battuta fa male perché è precisa. Cuba affronta questo sabato blackout fino a 1.990 MW previsti per la notte, con una capacità di generazione di appena 1.090 MW di fronte a una domanda di 3.050 MW, secondo la Unión Eléctrica (UNE).

Questo corrisponde a circa il 65% di Cuba che rimarrà senza luce questo sabato durante le ore di punta notturne, secondo Infobae.

Le termoelètriche più citate nei rapporti di guasti sono Felton, Renté (Santiago di Cuba), Mariel, Santa Cruz del Norte, Cienfuegos (Céspedes), Nuevitas e Guiteras, impianti che operano con decenni di anzianità e guasti ricorrenti.

L'impatto della crisi è arrivato persino nelle aule. I blackout hanno costretto a flexibilizzare orari e abbigliamento in province come Artemisa, dove, quando non si garantisce la merenda scolastica, si svolge una sola sessione di lezioni a causa dei prolungati blackout.

L'umorismo sui social media è diventato una valvola di sfogo di fronte a una realtà che non cede.

Nel gennaio del 2026, un giovane di Holguín ha riassunto l'esperienza quotidiana con la frase «Due ore per sentire di essere vivi». A maggio, un reel di nove secondi con la frase «Mi resta un tin» è diventato simbolo del malcontento popolare.

La stessa autrice del video lo riconosce nella sua descrizione: «È solo a fini di intrattenimento. Anche se la realtà è triste. Il giorno in cui non rideremo dei nostri problemi, gli infarti saranno davvero massivi».

Il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha ammesso nel dicembre 2025 che il 2026 sarebbe «leggermente migliore» grazie a riparazioni e a una maggiore potenza solare, ma che la mancanza di combustibile impedirebbe di eliminare i blackout.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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