Umorismo: Cubana invia una lettera a Cristóbal Colón e gli dice che «Cuba è rimasta proprio come l'ha trovata»

La cubana Daimarelys Reyes è diventata virale con una lettera umoristica a Cristóbal Colón riguardante la crisi attuale di Cuba: blackout, scarsità e rimesse.



Cubana scrive a Cristobal ColonFoto © Captura de video

Una cubana identificata come Daimarelys Reyes è diventata virale su Facebook con un video umoristico in cui scrive una lettera a Cristoforo Colombo per aggiornalo sulla situazione attuale dell’isola, più di 530 anni dopo il suo arrivo.

En il video di poco più di un minuto, Reyes inizia con una premessa che dice tutto: «Caro Cristóbal Colón. Ti scrivo questa lettera per dirti che Cuba è rimasta esattamente come l'hai trovata».

La autrice non tarda ad affilare l'ironia: segnala che i cubani hanno perso le abilità dei taínos —la pesca, l'agricoltura, vivere della terra— ma che qualcosa da raccoglitori è ancora presente in loro. «Ora raccogliamo rimesse, ricariche e donazioni», dice con sarcasmo.

Il ritratto del «cubano moderno» che delinea Reyes è tanto preciso quanto dirompente: qualcuno che «ha sviluppato una nuova specie di sopravvivenza indigena, fare magia con un pacchetto di pollo e due o tre blackout al giorno».

La lettera punta anche direttamente al discorso ufficiale del regime. Con una frase che mescola rassegnazione e scherno, Reyes scrive: «Continuità abbiamo. E cuore anche. Perché qui la corrente se ne va. Ma il patriottismo non può mai andarsene per primo».

Il remate finale satirizza la narrativa governativa riguardo la presunta invidia dei paesi vicini: «Le tribù vicine ci invidiano parecchio. Dicono che il nostro progresso li infastidisce. Immagina. Un paese dove trovare olio è un'esperienza religiosa».

Il video non è solo umorismo: è uno specchio della crisi umanitaria che attraversa Cuba nel 2026, con blackout che in alcune zone dell'est dell'isola superano le 20 ore al giorno, scarsità cronica di alimenti di base come olio e pollo, e una dipendenza strutturale dalle rimesse dall'estero per soddisfare bisogni elementari.

Secondo i dati raccolti da El País, la luminosità notturna è diminuita di circa il 50% in zone come Santiago di Cuba e Holguín all'inizio di quest'anno, un segnale eloquente del collasso energetico che sta vivendo il paese.

L'umorismo di Reyes si inserisce in una lunga tradizione cubana di utilizzare la satira come valvola di sfogo e forma di denuncia. Negli ultimi anni, monologhi virali sui blackout, la scarsità e la vita quotidiana sotto il regime hanno circolato massicciamente tra i cubani dentro e fuori dall'isola, diventando uno dei termometri più fedeli dello stato d'animo della popolazione.

La riferimento a Colón ha un carico storico specifico: il navigatore arrivò a Cuba il 27 ottobre 1492 e descrisse l'isola come «la terra più bella che occhi umani abbiano mai visto». L'ironia di Reyes sta nel suggerire che, a più di cinque secoli di distanza, Cuba non solo non è progredita, ma è addirittura retrocessa rispetto alle capacità basilari dei suoi abitanti originali.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.