ICE deporta un cubano richiedente asilo nonostante un habeas corpus pendente

Emilio Nieves, senza precedenti penali e con un habeas corpus pendente, è stato deportato a Cuba il 21 maggio. La sua famiglia chiede che un giudice ordini il suo ritorno.



Cubano deportato insieme a sua moglieFoto © Captura di Univision

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Emilio Nieves, un cubano richiedente di asilo residente nell'area di Orlando, Florida, è stato arrestato da agenti del Servizio di Controllo dell'Immigrazione e delle Dogane (ICE) mentre lavorava come autista di camion ed è stato deportato a Cuba il 21 maggio, secondo quanto denunciato pubblicamente dal suo compagno.

La famiglia assicura che Nieves non aveva precedenti penali negli Stati Uniti e che il suo caso migratorio era ancora in controversia legale al momento della deportazione, con un ricorso di habeas corpus presentato presso un tribunale federale.

La detenzione e la deportazione

Nieves è stato arrestato dall'ICE durante l'orario di lavoro, mentre guidava un camion, senza alcun precedente penale che giustificasse l'azione, secondo quanto afferma il suo entourage.

La sua partner ha messo in discussione pubblicamente la decisione delle autorità migratorie e ha assicurato che «il suo caso è ancora in disputa legale», come riportato da Univision Orlando.

La famiglia chiede ora che un giudice federale esamini il fascicolo e ordini il ritorno di Nieves negli Stati Uniti.

L'habeas corpus e i suoi limiti legali

Il ricorso di habeas corpus consente di contestare davanti a un tribunale federale la legalità di un arresto, ma non revoca automaticamente un ordine di deportazione.

Esperti legali avvertono che, in alcuni casi, «la presentazione dell'habeas può portare l'ICE ad accelerare la deportazione», come sottolinea l'Istituto Nazionale di Giustizia per Immigrati e Rifugiati Politici.

Nel caso di Nieves, la deportazione è stata eseguita prima che il tribunale potesse intervenire sul ricorso presentato, il che solleva interrogativi su se l'ICE abbia ignorato il processo giudiziario in corso.

In contrasto, il 20 maggio scorso il giudice federale Kyle C. Dudek ha ordinato la liberazione del cubano Mauricio Castellanos-Gorra, detenuto dall'ICE per quasi sette mesi, mediante un verdetto di habeas corpus basato sul precedente Zadvydas v. Davis (2001), che limita la detenzione prolungata quando la deportazione non è ragionevolmente prevedibile.

Un modello che si ripete

Il caso di Nieves non è isolato. Le detenzioni di cubani da parte dell'ICE sono aumentate del 463 % tra la fine del 2024 e la fine del 2025, e a novembre di quell'anno il Dipartimento della Sicurezza Nazionale aveva registrato 42.084 cubani con ordini finali di espulsione nel sistema migratorio statunitense.

Solo nei primi cinque mesi del 2026 sono state registrate 612 ripartizioni dirette di cubani a Cuba in 18 operazioni. Il 22 maggio, un giorno dopo la deportazione di Nieves, altri 76 cubani sono stati inviati all'Isola.

La Florida è lo stato con il maggior numero di arresti di cubani, con 708 casi registrati fino a dicembre 2025, concentrati nei distretti di Miami-Dade, Broward e Collier.

Senza precedenti penali, ma comunque deportati

Un rapporto di Human Rights Watch pubblicato il 27 maggio, intitolato «Ci abbandonano qui a morire», ha documentato che oltre 4.300 cubani sono stati deportati in Messico tra il 20 gennaio 2025 e il 9 marzo 2026.

Secondo quel rapporto, il 26 % dei cubani inviati in Messico non aveva precedenti penali negli Stati Uniti, un profilo che corrisponde a quello di Nieves.

HRW ha anche sottolineato che molte deportazioni sono state effettuate senza valutazioni individuali e che né gli Stati Uniti né il Messico hanno reso pubblico l'accordo in base al quale vengono eseguite queste repatriations.

Il regime cubano, che storicamente si era rifiutato di accettare deportati con precedenti penali gravi, ha accettato per la prima volta a febbraio 2026 di ricevere questo tipo di deportati, ampliando così l'universo di cubani suscettibili di essere inviati direttamente sull'Isola e accelerando il ritmo dei voli di rimpatrio.

La famiglia di Emilio Nieves ora attende una risposta dal tribunale federale, in un caso che mette in luce le crepe di un sistema dove la deportazione può essere eseguita prima che la giustizia abbia la possibilità di pronunciarsi.

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Redazione di CiberCuba

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