Un video pubblicato su TikTok mostra come i cubani abbiano costruito una mini-raffineria artigianale per produrre carburante a partire da plastica e petrolio greggio, in mezzo alla peggiore crisi di carburante che l'isola abbia vissuto in decenni.
Il clip, pubblicato il 13 maggio dall'utente @rafaeltorres1194, dura appena 62 secondi e mostra un sistema rudimentale in cui si brucia plastica in un recipiente, i vapori passano attraverso tubi improvvisati, si raffreddano e si condensano, e il liquido risultante —che gli autori chiamano «petrogasolina» e «nafta»— viene raccolto come combustibile.
«Le mettono la plastica qui, lì si mette la plastica e prende fuoco e passa attraverso questa tubazione fino a qui, si evapora... e qui entra la petrogasolina, qui si prende il petrolio laggiù, il petrolio, quindi qui dal petrolio si estrae la benzina», spiega il narratore del video tra risate ed esclamazioni di incredulità.
Il processo corrisponde tecnicamente alla pirolisi: la decomposizione termica di materiali organici —in questo caso plastica— per ottenere un olio pirolitico o nafta grezza.
Tuttavia, il prodotto ottenuto in modo casalingo non corrisponde alla benzina commerciale senza un ulteriore trattamento, e il procedimento comporta gravi rischi: alte temperature, accumulo di vapori infiammabili e possibilità di incendio o esplosione.
Il telone di fondo è una crisi dei combustibili senza precedenti a Cuba: lo stesso Miguel Díaz-Canel ha riconosciuto ad aprile che il paese «è assolutamente privo di combustibile per quasi tutto».
Cuba è rimasta quattro mesi consecutivi —da dicembre 2025 ad aprile 2026— senza ricevere petrolio importato, come ha ammesso lo stesso governante.
Il rifornimento venezuelano, storicamente il pilastro dell'approvvigionamento cubano, è stato interrotto o ridotto a zero, e la situazione è peggiorata a causa dell'Ordine Esecutivo 14380 firmato da Donald Trump il 29 gennaio 2026, che impone sanzioni secondarie a chiunque venda carburante a Cuba.
La Russia ha donato un carico di 730.000 barili come aiuto temporaneo, ma senza risolvere la carenza strutturale di un paese che necessita tra i 90.000 e i 110.000 barili al giorno.
Il nuovo prezzo ufficiale della benzina speciale B100, fissato a 2,60 dollari al litro il 15 maggio —il doppio del suo valore precedente—, corrisponde a circa il 20% dello stipendio medio mensile cubano per ogni litro.
Nel mercato informale, la situazione è ancora più estrema: tre litri di benzina sono arrivati a costare 16.000 pesos cubani a giugno del 2026, secondo rapporti recenti.
In aprile, l'attesa per acquistare benzina ha superato le 15 ore in alcuni casi, con vendite limitate a 20 litri per veicolo.
Questo congegno casalingo si inserisce in una lunga tradizione di ingegno forzato dalla crisi: fornelli realizzati con foglie di almendrón, forni artigianali con serbatoi usati, ventilatori ricaricabili con batterie riciclate, e ora mini-raffinerie improvvisate di pirolisi.
Il video non è solo una curiosità virale: è il ritratto di una società che, di fronte all'assenza totale dello Stato, ricorre a soluzioni pericolose e precarie per sopravvivere.
Archiviato in: