Una cubana identificata come Melissa Marchante ha pubblicato un video su Facebook che riassume con una sola domanda il disagio di milioni: «fino a quando?».
Nel video, la donna appare visibilmente angosciata, con lo sguardo carico di esaustione. Non serve ulteriore spiegazione: la scena parla da sé.
Melissa mostra le diverse scene che si susseguono ogni giorno nelle case cubane: senza acqua corrente, in attesa che arrivi qualche alimento al negozio, in mezzo ai blackout che in molte zone superano le 24 ore consecutive, senza gas per cucinare...
La sua domanda di «fino a quando?» è diventata il grido quotidiano della Cuba del 2026.
Il video non è un caso isolato. Secondo dati ufficiali cubani raccolti a maggio, quasi 2,7 milioni di cubani non hanno accesso regolare all'acqua potabile e circa 10 milioni soffrono di forniture intermittenti.
La ragione strutturale è diretta: l'87% degli acquedotti del paese dipende dal Sistema Elettrico Nazionale. Senza luce, non c'è acqua. E la luce scarseggia in modo drammatico.
Este giovedì, l'Unione Elettrica ha previsto un deficit di 1.975 MW durante l'ora di punta, con 1.203 MW indisponibili a causa della mancanza di combustibile. Mercoledì, il deficit è stato di 1.905 MW rispetto a una domanda di 3.150 MW. In alcuni comuni sono stati documentati interruzioni di energia fino a 50 ore consecutive.
Il regime di Miguel Díaz-Canel non offre soluzioni concrete di fronte a un collasso che si aggrava settimana dopo settimana.
Il contrasto che fa più male appare in uno dei commenti al video: «E a Varadero si festeggiava l'inizio dell'estate». Tra il 29 e il 31 maggio, mentre milioni di cubani non avevano acqua né elettricità, si è tenuta in un hotel di lusso la festa «Inizio dell'Estate 2K26», con tavoli VIP a partire da 600 dollari. Sandro Castro, nipote di Fidel Castro, ha partecipato e promosso l'evento.
I commenti al video di Marchante mescolano dolore, rabbia e rassegnazione. Uno dei più incisivi sottolinea la normalizzazione della miseria come il male più profondo: «La cosa peggiore è che molti hanno normalizzato il vivere senza luce, senza gas e senza acqua... cucinano con legna, trasportano acqua e quando manca la luce hanno già pronto il domino e la bottiglia di rum e si apre il vero divertimento».
Altri semplicemente ripetono la stessa domanda: «fino a quando, cazzo».
C'è chi esprime solidarietà emotiva: «Mi hai fatto piangere, mia bambina»; «Bambina, mi spezza l'anima vedere il tuo visino mentre implori Dio» e «È duro, Dio, metti la tua mano».
Alcuni internauti sono più concisi ma altrettanto precisi: «Questa è la vita del cubano» o «La triste realtà del nostro paese. Quanto fai male, Cuba».
La ONU ha avvertito a maggio che la combinazione di blackout e scarsità d'acqua e altre malattie trasmesse dall'acqua, aggiungendo una dimensione sanitaria a una crisi che era già umanitaria.
«Non è facile, non si sa dove andrà a finire tutto questo», ha scritto un altro internauta, e poche frasi descrivono meglio l'incertezza che vive oggi l'Isola.
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