"Cose che mi invidierai per essere cubana": youtuber ritrae con ironia la realtà dell'isola

La cubana Rosalia Díaz ha fatto il giro del web con un reel su Instagram in cui ironizza su black-out, salari miseri, censura ed emigrazione di massa a Cuba.



Cubana ritrae con ironia la realtà dell'isolaFoto © Instagram / rosy.wanderlust

La creatrice di contenuti e youtuber cubana Rosalia Díaz ha pubblicato un reel su Instagram in cui, con un'ironia affilata, elenca i presunti «vantaggi» di vivere a Cuba: blackout di 36 ore, stipendi che non bastano per un cartone di uova, scarsità d'acqua, censura sui social media e famiglie decimate dall'emigrazione.

Il video di poco più di un minuto inizia con una frase che segna il tono di tutto ciò che segue: «Ho sempre corrente, 12, 24, 36 ore di fila con elettricità. Uno spreco di megawatt».

Ogni "vantaggio" elencato da Díaz è in realtà una denuncia diretta ai grandi mali strutturali dell'isola nel 2026.

Riguardo allo stipendio, essendo universitaria, dice: «Il mio titolo di studio mi ha aperto moltissime porte e il salario non è affatto equivalente al prezzo di un cartone di uova».

La realtà che sottende a quest'ironia è contundente: il salario minimo ufficiale a Cuba è di 2.100 pesos cubani mensili, e il salario medio si aggira attorno ai 6.500 CUP —circa 13 dollari—, mentre un cartone di 30 uova costa tra i 3.000 e i 4.000 pesos nel mercato informale.

Médici e professionisti con laurea abbandonano le loro professioni perché i loro guadagni non coprono nemmeno il minimo per il sostentamento, una tendenza che si è acuita negli ultimi mesi.

Sulla scarsità d'acqua, Díaz afferma: «Qui non accumuli vestiti da lavare perché c'è acqua per tutto il mese», facendo riferimento ai tagli che hanno lasciato interi quartieri dell'Avana senza acqua corrente per più di dieci giorni.

La libertà di espressione riceve anche il suo turno: «Puoi esprimerti liberamente sia per strada che sui social media, per esempio. Cosa? Neanche questo posso dire».

Il momento in cui la creatrice si interrompe condensa in pochi secondi ciò che Cuba mantiene con severe restrizioni e casi documentati di arresti per pubblicazioni sui social.

Il finale del video colpisce ancora di più, ironizzando sull'emigrazione di massa: «Non ho dovuto dire addio né alla mia famiglia né ai miei amici, che non li ho visti andare via uno dopo l'altro, che siamo molto felici qui tutti insieme e che nel pomeriggio veniamo al malecón a vedere i tramonti e a bere Cuba Libre».

Cuba ha perso più di un milione di abitanti in un anno a causa dell'emigrazione, e praticamente tutte le famiglie dell'isola hanno vissuto la separazione da un caro.

L'umorismo ironico come forma di denuncia è una tendenza crescente tra i cubani sui social media. Il reel di Rosalia Díaz racchiude in poco più di un minuto ciò che il discorso ufficiale minimizza o nega, e la risposta del pubblico —migliaia di reazioni in poche ore— suggerisce che il messaggio ha risuonato con forza tra coloro che lo vivono quotidianamente.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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