La pubblicazione di un video che mostra Gerardo Hernández Nordelo, coordinatore nazionale dei Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR), che si gode bevande e fuma sigari insieme a familiari all'Hotel Nacional de Cuba ha provocato un'autentica valanga di reazioni sui social media.
In meno di cinque ore, centinaia di commenti si sono accumulati sulle piattaforme di CiberCuba e su altre pagine dove è stato condiviso il materiale ottenuto e pubblicato dal giornalista Mario Vallejo.
Le immagini sono state registrate dopo che Hernández Nordelo ha presieduto un atto politico organizzato dal regime cubano nella Tribuna Antiimperialista José Martí del Malecón habanero, dove ha chiesto sostegno a Raúl Castro e ha denunciato le accuse mosse contro di lui dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
La reazione predominante tra gli internauti è stata di indignazione. Numerosi utenti hanno interpretato le immagini come un ulteriore esempio della distanza esistente tra il discorso ufficiale e la realtà che affronta la maggior parte dei cubani.
Così chiunque resiste è stata una delle frasi più ripetute nei commenti. Decine di persone hanno utilizzato espressioni simili per mettere in dubbio che coloro che esortano il popolo a sopportare sacrifici e difficoltà godano allo stesso tempo di privilegi inaccessibili per gran parte della popolazione.
Molti utenti hanno fatto riferimento diretto alla crisi economica, ai blackout, alla scarsità di cibo e alla mancanza d'acqua che colpiscono quotidianamente milioni di cubani. Secondo queste opinioni, il contrasto tra l'atmosfera rilassata del Hotel Nacional e le difficoltà affrontate dalla popolazione spiega gran parte dell'indignazione generata dal video.
Le riferimenti alla cosiddetta "resistenza creativa", un'espressione utilizzata dai dirigenti cubani per descrivere la capacità di adattamento di fronte alle difficoltà economiche, sono emersi una e l'altra volta in tono ironico.
Resistenza sul Malecón e open bar al Nacional, ha scritto un utente. Un altro ha commentato che la vera "resistenza creativa" sembrava svilupparsi ai tavoli dell'emblematico hotel habanero. Diversi internauti hanno affermato che è facile chiedere sacrifici quando si dispone di comodità che non sono alla portata del cubano medio.
Anche i commenti che accusavano la dirigenza politica di difendere il sistema proprio perché gode di privilegi che il resto della popolazione non ha sono stati numerosi. Per molti partecipanti al dibattito, le immagini rafforzerebbero la percezione che esista un'élite privilegiata che vive in condizioni molto diverse da quelle del cittadino comune.
Alcuni commenti sono addirittura andati oltre, affermando che il video rappresenta il vero motivo per cui alcuni dirigenti difendono con tanto impegno il modello politico attuale.
Un altro tema ricorrente è stato il contrasto tra coloro che hanno partecipato all'evento politico e lo stesso Hernández. Numerosi utenti hanno sottolineato che mentre migliaia di persone tornavano a case colpite da blackout e scarsità, il leader appariva rilassato in uno degli hotel più esclusivi dell'isola.
Vari commenti hanno ricordato che l'Hotel Nacional è visto da molti cubani come un simbolo di privilegio e accesso ristretto, specialmente in un contesto in cui gli stipendi statali risultano insufficienti per coprire consumi frequenti nelle strutture turistiche.
Non sono mancati coloro che hanno definito le immagini come una dimostrazione di "doppia morale". Le espressioni "fai quello che dico, non quello che faccio" e "predicare la morale in mutande" sono state ripetute da numerosi utenti per riassumere la loro percezione su quanto accaduto.
Al contempo, alcuni internauti hanno colto l'occasione per ricordare altre polemiche protagonizzate in precedenza da Hernández Nordelo, tra cui le critiche ricevute anni fa per aver suggerito che i CDR producessero alimenti mentre lui stesso appariva legato a simboli di lusso che hanno generato controversie pubbliche.
Nonostante le opinioni minoritarie a difesa del dirigente, la stragrande maggioranza delle reazioni ha mantenuto un tono critico. I termini più ripetuti sono stati "ipocrisia", "doppia morale", "privilegi", "sfacciataggine" e "vive bene".
La polemica riporta alla ribalta uno dei temi più sensibili all'interno della società cubana attuale: la percezione che ci sia una netta differenza tra le condizioni di vita dei dirigenti di alto livello che chiedono "resistenza" e "sacrificio" e le difficoltà quotidiane affrontate dal resto della popolazione.
Mentre il dibattito continua a crescere sui social media, il video è diventato una delle pubblicazioni più commentate del giorno tra i cubani dentro e fuori dall'isola, alimentando nuovamente le discussioni sui privilegi, la trasparenza e la credibilità di coloro che chiedono sacrifici in mezzo a una delle peggiori crisi economiche che Cuba ha attraversato in decenni.
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