Un cubano residente a La Habana ha pubblicato un video che è diventato virale sui social network raccontando come, uscendo di casa un lunedì mattina, una vicina lo abbia fermato per chiedergli di mostrargli il suo documento d'identità, sostenendo che sua madre era «la sorvegliante del quartiere».
L'uomo, che vive in quella posizione da cinque o sei mesi, ha descritto la situazione come "surreale" e l'ha paragonata a scene estratte da romanzi distopici. "Un lunedì mattina, così uscito dal più perfetto libro distopico, 1984, Fahrenheit 451, come volete chiamarlo, una persona mi chiede di darle il mio documento per controllarmi", ha detto con evidente incredulità.
L'incidente rimanda direttamente alla struttura dei Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR), creati il 28 settembre 1960 come rete di sorveglianza di vicinato e controllo sociale. La sua organizzazione di base prevede la figura del «responsabile di sorveglianza» per ogni isolato, con funzioni di osservazione comunitaria e registrazione dei residenti.
Nel settembre del 2025, l'ex spia Gerardo Hernández, coordinatore nazionale dei CDR, ha ribadito che «non dovrebbe esistere un quartiere rivoluzionario senza CDR attivi». Tuttavia, nella pratica, molti quartieri non svolgono più i turni cederisti e cresce l'apatia dei cittadini nei confronti dell'organizzazione.
L'autore del video non ha nascosto la sua perplessità di fronte a ciò che considera una mentalità ancorata a decenni passati. «Mi sembra qualcosa di così surreale che ci siano persone che vivono negli anni Settanta, negli anni Ottanta, che pensano che alcune di quelle strutture funzionino ancora per qualcosa», ha osservato.
La testimonianza si collega al concetto di «danno antropologico», sviluppato dal pensatore Dagoberto Valdés e dal Centro de Estudios Convivencia (CEC) dal 2006 per descrivere il deterioramento profondo delle capacità cognitive, etiche e sociali dell'individuo provocato da decenni di totalitarismo. Le conseguenze identificate includono paura, servilismo, simulazione sociale e perdita di autonomia personale: esattamente il tipo di comportamento che illustra l'episodio narrato nel video.
In maggio 2025, il CEC ha presentato il suo XVIII Rapporto sul danno antropologico a Cuba presso l'Università Internazionale della Florida, con contributi di circa 60 cubani dell'isola e della diaspora. Il documento propone, tra le altre misure, una «Legge di Restauro Antropologico e Sviluppo Umano Integrale».
Il video mette in luce il collasso urbano de L'Avana come sfondo. Nelle immagini si possono osservare cumuli di immondizia accumulati per strada, un riflesso della crisi sanitaria che attraversa la capitale. A febbraio 2026, solo 44 dei 106 camion di raccolta di L'Avana erano operativi a causa della mancanza di carburante, mentre la città generava tra 24.000 e 30.000 metri cubi di rifiuti solidi al giorno.
Il contrasto tra quel crollo visibile e la persistenza delle strutture di sorveglianza di quartiere è precisamente ciò che l'autore del video non riesce a comprendere. «Mentre questo paese affonda nei blackout, nei rifiuti... che una persona mi chieda pro bono così il mio tesserino per sorveglarmi», ha detto.
L'uomo ha concluso il suo racconto con una domanda che riassume la desolazione di molti cubani di fronte alla realtà che affrontano: «Come? Come siamo arrivati ad avere un paese?»
Archiviato in: