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Líderes dell'esilio cubano, imprenditori, giuristi e rappresentanti della comunità si sono riuniti questo lunedì al Museo Cubano della Diáspora di Miami per difendere il ripristino della Costituzione del 1940 come fondamento giuridico di una possibile transizione democratica a Cuba, riporta EFE.
L'incontro, che ha visto la presenza del sindaco di Miami-Dade, Daniella Levine Cava, ha riunito figure come Marcel Felipe, presidente del museo; Jim Cason, ex capo della Sezione di Interessi degli Stati Uniti a Cuba; e Madeline Pumariega, presidente del Miami Dade College.
I partecipanti hanno sostenuto che la Costituzione del 1940 è «l'ultima Carta Magna approvata liberamente e democraticamente dal popolo cubano e che, pertanto, offre una base legittima per la ricostruzione istituzionale del paese».
Giuristi e organizzazioni internazionali che hanno studiato il testo per decenni lo definiscono «un capolavoro dell'architettura giuridica», sebbene il dibattito abbia anche raccolto voci che hanno sottolineato come il documento necessiti di cambiamenti o modifiche per adattarsi alla realtà del XXI secolo.
I relatori hanno messo in particolare evidenza il Titolo IV della Costituzione, che comprende gli articoli 20 al 40 e raccoglie i diritti individuali e le garanzie costituzionali, confrontandolo con la Carta dei Diritti americana.
La sindaca Levine Cava ha sottolineato che la comunità cubana nel sud della Florida si sta preparando da decenni per questo momento: «Siamo sempre pronti per la libertà. Ora aspettiamo cosa accadrà con il governo».
Di fronte alla domanda se Miami-Dade avesse un piano concreto di supporto per il momento della transizione, la sindaca è stata diretta: «Sì, certo. Con lo sceriffo, con il nostro ufficio di emergenza, parlando con le forze federali. Sì. Ci stiamo preparando per qualsiasi cosa».
L'evento si inserisce in un contesto di crescente pressione da parte dell'amministrazione Trump sulla dittatura cubana. Dall'inizio dell'anno, il governo statunitense ha accumulato oltre 240 sanzioni contro l'Isola, incluse due ordini esecutivi che hanno ridotto le importazioni energetiche cubane tra l'80% e il 90%.
In maggio, il Dipartimento di Giustizia ha declassificato anche un'accusa federale contro Raúl Castro per l'abbattimento di due aerei di Hermanos al Rescate nel 1996, con quattro capi di accusa di omicidio. Il segretario di Stato Marco Rubio lo ha descritto allora come «fuggitivo della giustizia statunitense».
La proposta di restaurare la Costituzione del 1940 non è nuova nell'esilio. A marzo, l'Assemblea della Resistenza Cubana ha presentato il «Accordo di Liberazione» a Miami, una roadmap in tre fasi che prevede anche quel testo come riferimento giuridico.
Il 31 maggio, la Fondazione Nazionale Cubano Americana ha presentato il «Cuba Roadmap», con 13 pilastri per la ricostruzione istituzionale, economica e sociale di Cuba, in un segnale che le proposte per il giorno dopo la dittatura si moltiplicano nell'esilio.
La Costituzione del 1940, promulgata il 10 ottobre di quell'anno e abrogata definitivamente dopo l'arrivo al potere di Fidel Castro nel 1959, conta 286 articoli suddivisi in 19 sezioni ed è considerata una delle carte supreme più avanzate dell'America Latina nel suo periodo.
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