Analista prevede un cambiamento a Cuba prima di settembre 2026

Juan Antonio Blanco, presidente di Cuba Siglo XXI, crede che la soluzione passi attraverso la congiunzione di proteste massicce da parte della popolazione e dell'aiuto esterno degli Stati Uniti



Juan Antonio Blanco, presidente di Cuba Siglo XXIFoto © CiberCuba

L'analista politico Juan Antonio Blanco, presidente di Cuba Siglo XXI, ha affermato in un'intervista con Tania Costa, su CiberCuba, che il cambiamento nell'Isola avverrà «prima di settembre» del 2026, una previsione formulata come conclusione di un'analisi politica, non come speculazione.

Di fronte alla domanda diretta della giornalista —«È quest'anno?»—, Blanco ha risposto senza giri di parole: «Guarda, io dico sempre: io sono un analista politico, non sono un astrologo, non sono Willy Chirino, né tantomeno un cantante, ma se mi chiedi come analista, ti dico: sì, sì, è quest'anno, e ti direi che prima di settembre».

La previsione si inserisce in una tesi più ampia che Blanco ha sviluppato in vari forum: Cuba sta attraversando quella che lui definisce «la guerra dello Stato contro la popolazione», un conflitto sbilanciato tra uno Stato armato e una cittadinanza disarmata, scollegata da internet e affamata.

«È altamente irresponsabile chiedere a un popolo disarmato, disconnesso da internet, affamato e costretto a lottare per la quotidianità di affrontare, con metodi non violenti, una macchina che ha dimostrato per 67 anni di non avere alcuno scrupolo nel sopraffare chiunque pur di rimanere al potere», ha dichiarato l'analista.

Blanco descrive, inoltre, una «crisi esistenziale della nazione cubana» con decine di migliaia di morti che, secondo lui, non vengono contabilizzati come responsabilità dello Stato.

«Stanno morendo decine di migliaia di persone. Quelle morti non vengono conteggiate come morti dello Stato cubano. Non sono morti causate da violenza poliziesca, ma sono morti: morti provocate perché non c'era una dipirona in casa per abbassare la febbre a un bambino di 5 anni.»

Cuba Siglo XXI, il laboratorio di idee presieduto da Blanco e che è stato fondato a Miami nel gennaio del 2023 con l'obiettivo dichiarato di «comprendere a fondo la natura del regime cubano per affrontarne la trasformazione», ha pubblicato nel gennaio del 2025 il rapporto «Cuba 2025: Possibilità e Probabilità», co-scritto con Emilio Morales.

Quel rapporto ha valutato sei indicatori di governabilità —stato di diritto, sicurezza economico-sociale, efficienza statale, corruzione, relazioni internazionali e stabilità politica— e ha concluso che il sistema totalitario era collassato e che un cambio di regime era possibile nel 2025.

Blanco non è estraneo a previsioni che poi si materializzano. Tania Costa ha ricordato durante l'intervista che in un'apparizione precedente su CiberCuba, l'analista aveva anticipato informazioni su un possibile intervento militare chirurgico, che poi si è visto in Venezuela. Quando gli è stato chiesto se fosse ancora in contatto con le sue fonti, Blanco ha risposto in modo conciso: «Di tanto in tanto mi dicono alcune cose all'orecchio».

Il contesto che circonda la previsione è di profonda crisi: più di 860.000 cubani sono arrivati negli Stati Uniti tra il 2021 e la metà del 2024, il maggiore esodo della storia dell'isola, mentre il Real Instituto Elcano ha descritto che dalla seconda metà del 2024 Cuba è entrata nella peggior crisi umanitaria strutturale sotto il regime.

Al congedare l'analista, Tania Costa ha lasciato aperta la porta a un nuovo incontro: «Ho voglia di farti mille domande in più. Vediamo se puoi tornare e continuiamo a trattare argomenti».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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