Un giovane cubano conosciuto sui social media come Cubanito Sim Filtro ha pubblicato un video che documenta il suo acquisto di alimenti di base per 60.000 pesos cubani, una cifra che equivale a più di otto stipendi medi mensili nell'isola e che ritrae con crudezza la crisi alimentare che il paese sta vivendo.
«Come giovane, potrei spendere i soldi in altre cose, ma sfortunatamente la necessità di Cuba e la responsabilità di sostenere una madre sono molto più forti di qualsiasi lusso», spiega il giovane all'inizio del video, che ha intitolato «Ho speso 100.000 pesos vivendo a Cuba» come esca, anche se alla fine confessa che la spesa reale è stata di 60.000.
Ciò che colpisce di più nel racconto non è solo l'importo totale, ma la velocità con cui i prezzi aumentano.
«Ho comprato un sacco di riso a 31.800 pesos, ma due giorni prima costava solo 30.000», racconta.
L'olio ha subito la stessa sorte: è passato da 1.150 a 1.400 pesos per unità in appena 48 ore.
La scarsità di olio lo costrinse inoltre a percorrere vari esercizi commerciali.
«Non sono riuscito a trovare una scatola nello stesso posto e ho dovuto cercare in vari luoghi per completarla», racconta, e spiega che i rivenditori comprano grandi quantità non appena il prodotto appare per poi rivenderlo a prezzi più alti, una pratica diffusa nonostante sia penalizzata dal Codice Penale cubano.
Il carbone occupa un posto centrale negli acquisti: un sacco costa 2.800 pesos, anche se ci sono anche sacchetti a 400 pesos per chi non può permettersi di comprare il sacco intero.
«Se non fosse per il carbone non so cosa saremmo», dice il giovane, in una frase che riassume la dipendenza di milioni di cubani da quel combustibile di fronte ai blackout che influenzano la preparazione del cibo in oltre l'80% delle abitazioni.
I fagioli completano la lista: un pacchetto da cinque chili costa 8.000 pesos.
«Il fagiolo è diventato il piatto principale di ogni cubano per il semplice fatto che sazia molto», sottolinea, descrivendo una realtà che si ripete in milioni di tavole cubane.
Il contesto economico rende ancora più eloquenti queste cifre. Secondo dati dell'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione, ad aprile 2026 lo stipendio medio statale a Cuba è stato di appena 6.930 pesos mensili nel 2025, equivalente a circa 13 dollari al cambio informale.
I 60.000 pesos per l'acquisto rappresentano più di otto volte quel salario.
L'economista Omar Everleny ha calcolato che una coppia avrà bisogno di 45.401 pesos al mese solo per le spese di base entro la fine del 2024, mentre il Food Monitor Program ha stimato che il paniere alimentare per due persone superava i 40.000 pesos mensili.
L'economista Pavel Vidal ha stimato un'inflazione reale vicina al 70% nel 2024, ben oltre il 14% ufficiale.
Il carbone e la legna, che lo stesso governo cubano ha normalizzato come alternativa energetica, sono oggi protagonisti involontari di un affare nato dall'oscurità e dai blackout che possono durare più di 30 ore consecutive.
«Sfortunatamente, vivere a Cuba e con i prezzi così alti, tutti non possono avere tante cose contemporaneamente, tanto meno quando lo stipendio non basta per niente», conclude il giovane, in una frase che sintetizza ciò che milioni di cubani affrontano ogni giorno.
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