Vecchi del quartiere di El Vedado, all'Avana, hanno organizzato martedì un cacerolazo in pieno giorno in segno di protesta contro i lunghi blackout che colpiscono la zona, rappresentando un'escalation rispetto alle manifestazioni notturne che hanno caratterizzato le proteste a Cuba.
Il giornalista José Raúl Gallego ha riportato su Facebook di aver ricevuto informazioni da diverse fonti riguardo a «forti baccano di pentole a El Vedado, in pieno giorno», nelle zone circostanti l'edificio Focsa e la Tribuna Antimperialista.
Nell'incrocio di 13 e M, i vicini non si sono limitati a battere i pentoloni dalle loro case: sono scesi direttamente in strada a protestare, con presenza della polizia segnalata sul posto.
Da un altro punto dello stesso quartiere, in 17 y M, la pagina El Canal de las Emociones ha diffuso un audio che documenta il suono dei calderoni colpiti «in piena luce del giorno».
I residenti della zona hanno confermato sui social media il motivo diretto della protesta: tre giorni consecutivi senza elettricità.
Niurka Ordunez ha detto: «Ieri in zona hanno fissato un'ora dalle 18:00 alle 19:00 e ora l'hanno ridotta a 45 minuti, stanno giocando troppo con i limiti dell'essere umano».
«È vero, vivo vicino a lì, non hanno luce da tre giorni, fino a quando», ha scritto l'utente Cecy Rodríguez in un commento su Facebook. Yailis Mon le ha risposto: «Proprio così. Da domenica».
Ciò significa che l'interruzione di corrente in quella zona è iniziata domenica 31 maggio e si è protratta senza interruzioni fino a questo mercoledì.
L'elemento più significativo di questa protesta è proprio il suo carattere diurno. A Cuba, i cacerolazos notturni offrono un certo anonimato a chi partecipa. Il fatto che i vicini di El Vedado siano usciti in strada a protestare alla luce del giorno implica assumere un rischio personale considerevolmente maggiore di fronte alla repressione del regime.
El Vedado concentra inoltre un carico simbolico particolare: il quartiere si trova a poche strade dalla Plaza de la Revolución, dalla Tribuna Antimperialista e dalla sede del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba.
Questo episodio non è isolato. Martedì sono stati segnalati nuovi cacerolazos in vari municipi dell'Avana, tra cui Regla, Centro Habana, Habana Vieja, Cayo Hueso e San Miguel del Padrón.
El Vedado e Nuevo Vedado sono stati focolai ricorrenti di proteste da marzo 2026, con episodi documentati il 13 marzo di fronte al Palazzo della Rivoluzione, il 23 marzo di fronte al Comitato Centrale del PCC e il 17 aprile a Nuevo Vedado, tutti innescati da blackout che in alcuni circuiti hanno superato le 20 ore giornaliere.
La crisi elettrica che alimenta queste proteste non mostra segni di risoluzione. L'Empresa Eléctrica de La Habana ha previsto questo martedì un'affezione di 1.550 MW a mezzogiorno e 1.000 MW nel picco notturno, cifre che confermano che il deficit strutturale del Sistema Eléctrico Nazionale continua a colpire la popolazione senza prospettive di miglioramento.
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