Una cubana ha denunciato tra le lacrime sui social l'arresto di suo cugino da parte del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Frontiere (ICE) degli Stati Uniti, nonostante l'uomo avesse documenti migratori in fase di elaborazione.
Secondo quanto riferito dalla donna, suo cugino è arrivato negli Stati Uniti via mare circa quatro anni fa ed è stato arrestato mentre si dirigeva a Houston, Texas.
«Siamo cani», esclamò la cubana, riassumendo in tre parole il sentimento di umiliazione e impotenza che vivono migliaia di cubani di fronte alle operazioni di migrazione che si sono intensificate nel 2026.
L'uomo portava il modulo I-220A, un'ordinanza di supervisione dell'ICE che consente alla persona di rimanere in libertà mentre il suo caso migratorio è in corso, ma che non conferisce uno stato legale permanente né protezione automatica contro la detenzione o deportazione.
Avere un permesso di lavoro valido non impedisce di per sé un arresto se la persona continua a essere sotto supervisione migratoria senza uno stato definitivo, una realtà che molti cubani ignorano fino a quando è troppo tardi.
Il caso non è isolato. L'ICE ha aumentato le detenzioni di migranti cubani del 463% tra ottobre 2025 e aprile 2026, secondo i rapporti, nel contesto dell'inasprimento della politica migratoria dell'amministrazione Trump.
Tra i casi documentati quest'anno figura quello di Cristian Michel García Gil, un cubano di 24 anni con I-220A, arrestato il 12 dicembre 2025 a Miami mentre si recava al lavoro nonostante avesse un permesso di lavoro e una licenza validi. È stato liberato a maggio dopo cinque mesi di detenzione tramite un ricorso di habeas corpus.
Il 31 marzo scorso, due pastori cubani con permessi di lavoro sono stati arrestati in Texas durante un incontro di routine con l'ICE, un ulteriore esempio di come le pratiche amministrative siano diventate una trappola per questa comunità.
Il 28 maggio scorso, un giudice federale ha ordinato il rilascio di Mauricio Castellanos-Gorra dopo quasi sette mesi di detenzione da parte dell'ICE, applicando il criterio del caso Zadvydas contro Davis del 2001, che limita la detenzione prolungata quando la deportazione non è ragionevolmente prevedibile.
In Florida, diverse cubane con I-220A sono state fermate durante i loro appuntamenti di controllo con ICE il 10 marzo 2025, il che ha fatto scattare l'allerta tra la comunità cubana in quello stato.
Il modulo I-220A è stato emesso in massa durante l'ondata migratoria cubana del 2022 e 2023, lasciando centinaia di migliaia di persone in un limbo legale: in libertà vigilata, senza uno stato migratorio formale e senza accesso automatico alla Legge di aggiustamento cubano.
Il Texas, e in particolare l'area di Houston, è uno degli stati con la maggiore concentrazione di cubani con questo documento ed è stato teatro di numerosi arresti documentati negli ultimi mesi.
Si stima che circa 400.000 cubani si trovano in una situazione di incertezza migratoria con l'I-220A negli Stati Uniti, vulnerabili a essere arrestati in qualsiasi momento: durante appuntamenti di routine, fermate di transito o operazioni dell'ICE.
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