¿Vi siete rimasti senza giornalisti? Canal Habana cerca nuovi talenti dell'informazione ufficiale

Canal Habana cerca giornalisti in un contesto di crisi strutturale e vocazionale nei media cubani, caratterizzata da salari bassi, richieste militari e un ambiente lavorativo teso.



I mezzi di comunicazione statali cubani affrontano una crisi strutturale senza precedenti per attrarre e trattenere professionistiFoto © En Vivo e Canal Habana

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Canal Habana, il telecentro provinciale della capitale cubana, ha pubblicato questo sabato una convocazione su Facebook per incorporare nuovi talenti nel suo team giornalistico, in un momento in cui i mezzi di comunicazione statali cubani affrontano una crisi strutturale senza precedenti per attrarre e trattenere professionisti.

Il richiamo del canale si verifica settimane dopo che il portale ufficiale Cubadebate ha pubblicato ad aprile un'offerta di lavoro per due giornalisti-editori web con uno stipendio di appena 5.060 pesos cubani mensili, equivalente a meno di 10 dollari al cambio informale, il che ha scatenato un'onda di ironie sui social media.

I commenti non si sono fatti attendere. "Unici due requisiti: uno, non pensare; due, pubblicare ciò che ti mandano", ha scritto un utente.

Captura di Facebook/Canal Habana - 20 anni

Un altro è stato più diretto: "Voi non cercate giornalisti. Cercate pappagalli che ripetano quello che voi mandate a dire".

La crisi vocazionale è altrettanto allarmante. Nel 2025, solo due studenti dell'11º anno si sono presentati all'esame di idoneità per il Giornalismo presso la sede Manuel Ascunce Domenech dell'Università di Ciego de Ávila, e solo il 49% degli iscritti riesce a laurearsi, con la maggior parte che abbandona per motivi economici.

A questo si aggiunge che, a partire dall'anno accademico 2024-2025, il servizio militare obbligatorio è diventato un requisito preliminare e ineludibile per accedere alla carriera di Giornalismo, sia per gli uomini che per le donne, senza precedenti in altri corsi universitari cubani.

La seconda prova di idoneità per il Giornalismo è stata convocata per il 28 maggio dalla Facoltà di Comunicazione dell'Università dell'Avana.

Il panorama lavorativo non aiuta nemmeno a trattenere coloro che si laureano. "Ho bruciato le tappe per cinque anni per finire in una mipyme", è la frase che riassume l'esperienza di molti giovani laureati in Giornalismo a Cuba.

Il giornalista sportivo Armando Campuzano, con oltre 30 anni nei media ufficiali, ha descritto a maggio del 2025 un "ambiente lavorativo tossico e spietato" nella Televisione Cubana, segnato da tradimenti, opportunismo e obbedienza cieca alla gerarchia politica.

La crisi energetica aggrava ulteriormente la situazione. A maggio, i blackout lasciavano fino al 46% del paese senza elettricità durante le ore di punta, svuotando di telespettatori i mezzi d'informazione che ora cercano giornalisti.

In marzo, la crisi ha costretto Radiocuba a ridurre le sue trasmissioni televisive a sole otto ore giornaliere per scarsità di diesel.

In that context, the opening of Canal Habana to "nuovi talenti" si legge più come un segnale di scarsità di personale che di espansione editoriale.

Cuba occupa il posto 160 di 180 paesi nell'Indice Mondiale della Libertà di Stampa 2026 di Reporters Without Borders, risultando il peggiore dell'America Latina, in un sistema dove, come ha avvertito la giornalista indipendente Mónica Baró, laureata all'Università dell'Avana: "Non esiste a Cuba una formazione in un giornalismo della verità".

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