Cubano risponde in programma cileno: «Preferisco essere un gusano e non comunista»

Leonel Delgado ha rivendicato l'insulto «gusano» nel programma cileno Sin Filtros e ha spiegato il suo origine storico legato a Hitler e Fidel Castro.



Cubano Leonel Delgado nel programma Sin Filtro del Cile.Foto © Captura de Video/ Senza Filtro.

Un cubano identificato come Leonel Delgado ha protagonizzato uno scambio teso nel programma di dibattito cileno Sin Filtros, rivendicando con orgoglio l'insulto «gusano» che gli è stato riservato dal giornalista Víctor Hugo Robles, conosciuto come «El Che de los gays», durante una discussione sulla situazione politica a Cuba.

Il momento è stato registrato in un video diffuso questo martedì in cui Delgado, invece di rifiutare il termine, lo ha abbracciato con decisione: «Preferisco essere un gusano e non comunista. Ne sono orgoglioso».

In seguito offrì una spiegazione storica sull'origine dell'insulto: «Il primo a usare il termine "gusano" fu Adolf Hitler nei confronti dei prigionieri dei campi di concentramento, li chiamava gusani. Fidel Castro leggeva tutti i libri scritti da Adolf Hitler e da Mussolini. Era un fanatiche di Adolf Hitler. Ecco perché Fidel Castro cominciò a chiamare gusano chiunque fosse contrario alla sua dittatura».

Delgado ha concluso il suo intervento con una frase che riassume la sua posizione: «Io mi sento onorosamente gusano, ma non sarei mai comunista».

Il dibattito era escalato quando il panelista Javier Pineda Olcay, conosciuto come «Milhouse Pineda», ha affermato che «a Cuba c'è una democrazia», il che ha scatenato la reazione immediata di Delgado, che lo ha chiamato «delinquente» per «lodare una dittatura che ha ucciso il mio paese per 67 anni».

Pineda ha risposto minacciando azioni legali: «Hai meritato la querela. Hai il diritto di essere vendepatria, ma non di offendere».

Quando un panelista cileno gli ha avvertito che potrebbe essere deportato, Delgado ha sfidato la minaccia: «Dove mi mandano? In Cuba? Per farmi arrestare, per farmi assassinare?».

L'ex candidato presidenziale cileno Johannes Kaiser, anch'esso presente nel programma, ha ironizzato di fronte alla minaccia di querela affermando che «l'avvocato lo pagherà Cuba».

El Che dei gay, in risposta alla rivendicazione del termine, avvertì Delgado che Donald Trump «lo sta usando» e che sia Trump che il presidente eletto José Antonio Kast lo espellerebbero «quando non lo avessero più bisogno».

Nello stesso programma, l'ex vicepresidente argentino Carlos Federico Ruckauf ha suggerito che gli Stati Uniti cercherebbero per una transizione cubana una figura «simile a Delcy Rodríguez», e ha affermato che Raúl Castro «quello che vuole è una transizione che salvi la vita a lui, a suo figlio, a sua figlia e a sua nipote».

Il teso confronto nel programma cileno si verifica in un contesto politico teso. A gennaio 2026, l'ex presidente Gabriel Boric ha definito il sistema cubano «dittatura», fratturando il governo cileno e generando una crisi con il Partito Comunista.

Nel mese di febbraio, Boric ha approvato l'invio di un milione di dollari in aiuto umanitaria a Cuba tramite UNICEF, una decisione che l'allora presidente eletto Kast ha criticato apertamente, subordinando qualsiasi sostegno a richieste democratiche.

Il termine «gusano» è stato reso popolare da Fidel Castro come insulto politico contro gli oppositori e gli esiliati a partire dal 2 gennaio 1961, quando lo ripeté 23 volte in un discorso, e già il 1 maggio di quello stesso anno circolava come denominazione ufficiale nella stampa cubana per coloro che tentavano di fuggire dal paese.

Sin Filtros è un programma di dibattito politico e intrattenimento condotto da Gonzalo Feito, trasmesso dal lunedì al venerdì in Cile e su YouTube. Nel 2026 è alla sua sesta stagione ed è conosciuto per i suoi continui scontri ideologici in diretta.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.