Il businessman cubanoamericano Iván Herrera ha pubblicato un messaggio su Facebook in cui fa appello all'unità e al rispetto tra i cubani, indipendentemente dalle differenze politiche, e indica la dittatura come l'unico vero nemico della nazione.
Herrera ha lanciato un appello diretto ai suoi connazionali: «La libertà si difende con rispetto. Tra cubani possiamo dibattere, dissentire e pensare in modo diverso, ma non possiamo dimenticare che l'obiettivo è più grande di qualsiasi differenza: vedere Cuba libera».
Il messaggio punta direttamente alle divisioni che fratturano la diaspora cubana sui social media, dove i dibattiti sui viaggi verso l'isola, le sanzioni e la leadership oppositrice hanno generato scontri sempre più accesi tra connazionali.
«Lasciate perdere le lotte, lasciate stare il nostro nemico, identificate bene chi è», ha detto Herrera nella registrazione. «Non è il cubano accanto a te, non è il cubano che viene qui a combattere e a lottare. È la dittatura dall'altra parte. Solo questo».
Herrera è stato enfatico nel sottolineare che il regime, e non altri cubani, è la radice del conflitto: «È quella dittatura che ci separa, che ha seminato odio tra di noi. Signori, basta così, tutto ciò deve finire».
L'imprenditore, fondatore e amministratore delegato di Univista Insurance —una delle compagnie assicurative in più rapida crescita in Florida, con oltre 220 uffici e 3.000 dipendenti—, è una figura sempre più visibile nell'attivismo anticastrista dell'esilio.
Nato ad Alquízar, Artemisa, nel 1973, Herrera arrivò negli Stati Uniti come balsero a 23 anni e costruì da zero un'azienda di riferimento nella comunità cubanoamericana di Miami.
In marzo 2026, Herrera ha viaggiato a Washington per incontrare i congressisti repubblicani e funzionari del Dipartimento di Stato per chiedere misure più severe contro il regime cubano.
In quello stesso viaggio, ha sfidato pubblicamente Miguel Díaz-Canel a un dibattito e gli ha chiesto di dimettersi e lasciare Cuba, oltre a avvertire che «non ci sarà neppure un centesimo di investimento» da parte degli imprenditori statunitensi sull'isola finché non ci sarà libertà.
Il richiamo al rispetto reciproco arriva in un momento di crescente polarizzazione all'interno della diaspora, che gli analisti descrivono come un insieme di gruppi numerosi e competitivi senza una leadership unificata, alimentando controversie per l'influenza e la narrativa politica sui social media.
Archiviato in: