Il Tribunale di Holguín condanna a otto anni di prigione un uomo per traffico di «chimico»

Il Tribunale Provinciale Popolare di Holguín ha condannato un uomo a otto anni di carcere per traffico del cannabinoide sintetico noto come "il chimico", in un processo "esemplare" svoltosi questa settimana.



Acusato riceve una condanna di otto anni di carcere per traffico di drogaFoto © Tribunale Provinciale Popolare di Holguín

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La Sala Terza Penale del Tribunale Provinciale Popolare di Holguín ha condannato un uomo a otto anni di prigione per traffico della droga conosciuta come «il chimico», in un processo orale svoltosi mercoledì con carattere «esemplare», hanno riferito le autorità.

Una nota ufficiale diffusa questo sabato dal Tribunale Supremo Popolare ha indicato che l'accusato —la cui identità non è stata rivelata— è stato giudicato con la causa numero 8 del 2026 per il reato di traffico di sostanze stupefacenti, sanzionato dall'Articolo 235.1 a) del vigente Codice penale.

Secondo la versione ufficiale dei fatti, l'individuo ha posizionato 11 piccoli foglietti contenenti il cannabinoide sintetico MDMB-4en-PINACA —popolarmente chiamato «il chimico»— all'interno di un barattolo di vetro e si è spostato fino al comune di Cueto, a Holguín, con l'intenzione di venderli.

Fu arrestato da agenti della Polizia Nazionale Rivoluzionaria (PNR), che gli hanno sequestrato il prodotto illegale.

Il tribunale ha affermato che l'imputato, «da qualche tempo, era coinvolto in attività delittuose legate alle droghe illecite, motivo per cui, con l'intenzione ben precisa di ottenere guadagni facili», ha deciso di trasportare la sostanza per la vendita.

Oltre agli otto anni di carcere, il tribunale ha imposto sanzioni accessorie: privazione di diritti, divieto di uscire dal territorio nazionale e sequestro dei beni.

Sia l'accusato che la Procura hanno diritto di impugnare la sentenza tramite il ricorso per cassazione previsto dalla Legge sul processo penale, ha affermato il comunicato.

Il cannabinoide MDMB-4en-PINACA «provoca allucinazioni visive e uditive, vomito, paranoia, euforia, battito cardiaco irregolare, eventi gravi come intossicazioni acute e può anche causare la morte», ha avvertito il testo. La sostanza è soggetta a controllo nella Lista 2 delle Sostanze Psicotrope della Convenzione ONU del 1971, trattato di cui Cuba è firmataria.

Questo processo si inserisce nel Quinto Esercizio Nazionale di Prevenzione e Contrastamento al Crimine, lanciato dal regime il 18 maggio, immediatamente dopo una settimana di proteste di massa in almeno 12 comuni dell'Avana, con slogan come «Cibo e corrente!» e «Abbasso la dittatura!».

L'offensiva del regime, coordinata dal Comitato Centrale del Partito Comunista, prevedeva la celebrazione di circa 20 processi «esemplari» in tutto il paese, con un'enfasi sui reati legati alla droga e agli attacchi al sistema elettrico.

Questa settimana, il Tribunale Provinciale di Cienfuegos ha condannato quattro uomini a pene da quattro a sei anni di reclusione per traffico dello stesso tipo di cannabinoide sintetico.

Il consumo di queste sostanze è cresciuto in modo allarmante a Cuba: le emergenze mediche per il loro uso sono passate da 467 casi nel 2024 a 886 nel 2025, secondo dati ufficiali.

Periti del Ministero dell'Interno hanno inoltre avvertito che circola nell'isola una versione più letale del «chimico», con possibili adulteranti come fentanil, formaldeide, anestetici per animali, benzodiazepine e fenobarbital.

In quello che va del 2026, i tribunali cubani hanno emesso varie condanne severe per reati simili: a marzo, due persone ad Artemisa hanno ricevuto 15 anni di prigione per appena 1,74 grammi di cannabinoide sintetico, e ad aprile, un uomo a Holguín è stato condannato a 14 anni per coltivazione di marijuana.

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