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Un tribunale cubano ha condannato a otto anni di privazione della libertà Alexis Benítez Babier, operaio dell'Impresa Elettrica dell'Isola della Gioventù, per aver rubato 60 litri di olio dielettrico da una centrale elettrica, in un processo tenutosi con un carattere esemplare davanti ai lavoratori del settore elettrico.
La Sala di Delitti contro la Sicurezza dello Stato del Tribunale Provinciale Popolare dell'Avana si è costituita nel municipio speciale per esaminare la causa numero quattro del 2026, relativa al reato di sabotaggio, ha informato il giornale ufficiale Victoria.
Secondo la dichiarazione orale, l'imputato lavorava come operatore B dell'Unità di Centrali Elettriche e agì nell'ottobre del 2024 con piena consapevolezza della critica situazione energetica che attraversava il territorio, aggravata dall'uscita di servizio dell'unità MAN 6.
Per commettere il furto, ha manomesso e reso inutilizzabile il sigillo di piombo che proteggeva la chiave di accesso all'olio della macchina quattro dello stabilimento MAN 1 e si è appropriato di 60 litri del lubrificante MARTRON TI 4040, indispensabile per il funzionamento dei generatori, è emerso durante il processo.
Il tribunale ha stabilito che "l'estrazione di 60 litri di olio dalla macchina 4 dell'impianto MAN 1 avrebbe provocato una riduzione nella generazione, già compromessa, da 14,7 MW a 11,5 MW, il che avrebbe lasciato senza elettricità in un giorno il 50 per cento dei clienti".
La compromissione totale stimata è stata di 24 megawatt/ora e il danno economico valutato in 4.477,70 pesos cubani. Come sanzioni accessorie sono state imposte la privazione dei diritti pubblici e il divieto di uscita dal territorio nazionale.
Il caso non è isolato. Venerdì, un altro processo esemplare ad Artemisa ha giudicato un cittadino di 36 anni per aver rubato 70 litri di olio dielettrico da un trasformatore a Cayajabos, con una proposta di condanna di 12 anni.
In Matanzas, il furto di olio di trasformatori è aumentato durante il primo trimestre dell'anno, con 40 persone denunciate in oltre 10 bande criminali.
Il tenente colonnello Roberto Domínguez Rodríguez, del Ministero dell'Interno, ha spiegato che "nella maggior parte dei casi chi lo sottrae non lo fa per uso personale, ma per trarne profitto", rivendendolo nel mercato nero come combustibile sostitutivo a prezzi che variano tra i 600 e oltre 1.000 pesos cubani al litro.
Il quadro legale che sostiene queste condanne è il Dictamen 475/2025 del Tribunal Supremo Popular, emesso nel maggio 2025, che qualifica come sabotaggio, e non come furto comune, gli atti che danneggiano o sottraggono componenti del Sistema Elettroenergetico Nazionale, con pene da sette a 15 anni ai sensi dell'articolo 125 del Codice Penale e fino all'ergastolo o alla pena di morte in casi aggravati.
I processi esemplari si tengono davanti a lavoratori del settore e vicini come pubblico, in una strategia deliberata del regime per dissuadere questi reati, mentre l'isola rimane immersa in una crisi elettrica senza precedenti.
L'accusato e la sua difesa hanno 10 giorni lavorativi per presentare ricorso per cassazione presso il Tribunale Supremo Popolare una volta ricevuta la notifica scritta della sanzione.
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