Tre giovani cristiani hanno attraversato il Prado de Cienfuegos predicando a gran voce un messaggio che ha scosso i social network: la libertà di Cuba non verrà da nessun politico né sistema, ma da un cambiamento spirituale.
«Né Trump, né Díaz-Canel né Raúl. Solo Cristo», hanno dichiarato mentre camminavano lungo l'avenida principale di Cienfuegos fino a raggiungere il Malecón, con le strade circostanti completamente deserte.
Il scenario del video dice tutto: il Prado di Cienfuegos, normalmente un viale affollato, appare vuoto. La crisi del carburante che colpisce Cuba a maggio 2026 ha svuotato lo spazio pubblico.
Sin trasporto, senza denaro e con un caldo estremo aggravato da blackout che superano i 2.000 MW di deficit giornaliero, la gente si rinchiude in casa, ma questi tre giovani hanno deciso di uscire e trasformare quelle strade deserte nel loro pulpito.
«Non serve a niente cambiare governo se continuiamo ad avere gli stessi pensieri arretrati. Rinunciamo all'orgoglio, Padre. Intervieni in questa città. Cristo è il Signore. È tempo di tornare a Cristo», proclamarono i predicatori nel video.
Il suo messaggio è radicale nella sua semplicità: capitalismo o socialismo, tutti i governi sono corrotti, e l'unico che può cambiare il cuore umano è Cristo.
Il video non è passato inosservato al profilo Facebook «Las Cosas de Fernanda», identificato da media indipendenti cubani come collegato al MININT a Cienfuegos.
Invece di ignorare o denunciare i giovani, il profilo ha pubblicato un ampio analisi teologico-politica per confutare il loro messaggio, citando Calvino e numerosi passi biblici.
Il profilo ha qualificato la postura del video come «spiritualismo disincarnato, che neutralizza la responsabilità politica e sociale», e ha sostenuto che «la Bibbia non insegna che tutti i governi siano altrettanto corrottivi».
Alla fine, il testo si conclude con un tono apparentemente conciliatorio: «Rispettiamo la fede di questi ragazzi... ma questo non si fa attaccando il credo degli altri, bensì sommando e moltiplicando, prendendo cura degli indifesi, dando amore».
La strategia è incisiva: l'apparato di propaganda del regime non reprime né censura il video, ma cerca di incanalarlo ideologicamente con argomenti religiosi, il che rivela che la crescita dell'evangelismo a Cuba è percepita come un fenomeno che deve essere contrastato con un racconto proprio.
La reazione dei cubani nei commenti
I commenti al video hanno ricevimento reazioni contrastanti. Un'utente ha difeso i predicatori: «Quello che hanno fatto è stato predicare Cristo e insegnare a questo popolo che separati da Dio non si ottiene nulla».
Un'altra persona ha sostenuto la tesi centrale del messaggio dei cristiani: «Dimmi solo un sistema di governo che non sia corrotto, dimmi uno nella storia. Sia la Sinistra che la Destra sono nella stessa condizione di fronte a Dio».
Altri sono stati critici e hanno definito il video della predicazione come uno «spettacolo in mezzo al Prado da parte di tre pazienti di psichiatria». C'è anche chi ha sottolineato che i giovani credevano che «l'unica religione esistente fosse la loro».
Il contesto di repressione religiosa a Cuba è severo. La Alleanza dei Cristiani di Cuba ha denunciato 996 azioni repressive contro leader religiosi nel 2024.
In marzo del 2026, il pastore evangelico Rolando Pérez Lora è stato arrestato a Matanzas da agenti della polizia politica senza che venissero rese note le motivazioni del suo arresto.
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