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La influencer iraniana-ebraica Nioh Berg ha pubblicato un messaggio su X in cui ha espresso la sua ammirazione per il popolo cubano e ha tracciato un parallelismo tra l'esperienza degli iraniani e dei cubani sotto regimi autoritari.
«Ho sviluppato un grande rispetto per i cubani. Di tutti, sono loro quelli che ci capiscono di più. Meritano di liberarsi del loro regime», ha scritto Berg sul suo profilo di X.
Berg, che si descrive come un'influencer iraniano-ebraica il cui scopo è «dire la verità a prescindere da quanti nemici mi faccia», è una voce attiva sui social media riguardo alla situazione politica in Iran e in altri paesi sotto governi autoritari.
Il suo messaggio stabilisce un ponte di solidarietà tra due popoli che condividono decenni di vita sotto sistemi dittatoriali, con restrizioni alle libertà civili, crisi economiche e repressione politica sistematica.
La ironia del legame è notevole: a livello governativo, Cuba e Irán mantengono un'alleanza storica e stretta.
In dicembre 2023, Miguel Díaz-Canel è stato ricevuto a Teheran dal leader supremo iraniano Ali Jamenei, il quale ha evocato l'influenza della Rivoluzione cubana sui rivoluzionari iraniani.
Fidel Castro visitò Teheran nel 2001 e definì l'Iran come una «terra leggendaria». Cuba sostenne anche diplomaticamente la Rivoluzione Islamica del 1979, secondo analisi storiche sulla relazione tra i due paesi.
Tuttavia, a livello popolare, l'esperienza quotidiana dei cittadini iraniani e cubani presenta profonde somiglianze: scarsità, blackout, censura e assenza di libertà fondamentali.
È proprio questa esperienza condivisa che Berg identifica come il ponte di comprensione reciproca.
La dichiarazione arriva in un momento in cui la conversazione sul regime cubano si è intensificata sui social media.
La influencer Anna Bensi ha responsabilizzato il regime per la crisi interna, sostenendo che l'embargo statunitense non è la causa principale della povertà nell'isola.
Por sua parte, Samantha Espineira ha dichiarato che Cuba è «al momento un tema di umanità» per la crisi alimentare, i blackout e la mancanza di servizi di base, una posizione che ha sostenuto anche la creatrice identificata come Maray.
Alex Otaola, da parte sua, è stato più diretto nel sottolineare che Cuba non è un problema economico né umanitario, ma politico, e ha richiesto l'uscita del Partito Comunista dal potere.
La voce di un'influencer iraniana che stabilisce quel parallelismo dall'esterno della comunità cubana aggiunge una dimensione internazionale al dibattito e sottolinea che la sofferenza sotto le dittature di partito unico trascende confini e ideologie.
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