Cubana lancia una risposta contundente agli uomini che etichettano altre donne come «jinetera»

La cubana Rose Mary Ortega, residente in Italia, ha risposto su TikTok a un uomo che ha definito «jinetera» una donna cubana, difendendo la dignità di tutte le emigranti.



Cubana in ItaliaFoto © @rose.mary.ort / TikTok

Una cubana residente in Italia, Rose Mary Ortega (@rose.mary.ort), ha pubblicato questo mercoledì un video su TikTok che è diventato una difesa appassionata delle donne cubane emigranti, in risposta a un uomo che ha chiamato «jinetera» una donna cubana sul suo profilo.

Ortega è stata diretta fin dal primo momento: «Primo, sono uscita da Cuba per i miei santi. Secondo, non ti devo alcuna spiegazione». Anche se ha chiarito che il commento non aveva relazione con la sua storia personale, ha detto che non poteva ignorarlo perché rimane cubana e conosce la realtà del suo paese.

Nel video, della durata di un minuto e 31 secondi, la creatrice di contenuti ha descritto con crudezza la situazione di molte donne che emigrano dall'isola: «Lo fanno per paura, senza sapere cosa le aspetta dall'altra parte, lasciando indietro la propria famiglia, i propri figli, il proprio paese e persino la propria dignità, perché è tanta la disperazione che molte di loro rischiano la vita in traversate, rimanendo clandestine in altri paesi, affidando la propria vita a mani altrui pur di scappare da lì, da un paese che ti distrugge lentamente».

Da questa prospettiva, Ortega è stato contundente nel qualificare coloro che usano quel termine come insulto: «Bisogna essere molto meschini e avere molta frustrazione per usare la parola jinetera come insulto verso una donna cubana, sapendo tutto ciò che c'è dietro molte di queste storie, perché oltre a mancare di rispetto a una donna, si cerca di ridurla a un pregiudizio».

La cubana ha interpellato direttamente l'autore del commento, il quale, secondo lei, si presentava sui social come laureato in giurisprudenza: «Mi chiedo come qualcuno con un titolo di laureato in giurisprudenza possa girare sui social denigrando l'integrità di una donna che nemmeno conosce».

Il tuo messaggio includeva una lezione chiara: «Se tua madre non te l'ha insegnato, te lo insegno io: la dignità dell'essere umano non si tocca e le donne devono essere rispettate».

Il caso di Ortega non è isolato. Nel dicembre del 2025, una cubana in Spagna ha risposto in modo simile a commenti che la attaccavano con lo stesso termine, affermando di essere emigrata «per lavorare onestamente» e costruire un futuro dignitoso.

Il termine «jinetera» è emerso a Cuba durante il Periodo Speciale, negli anni novanta, associato al turismo e alla crisi economica. Col tempo è diventato un insulto di genere che stigmatizza qualsiasi cubana che vive all'estero, indipendentemente dalla sua storia personale.

L'Italia è una delle principali destinazioni per l'emigrazione cubana, con circa 41.448 cubani registrati fino al 2018, di cui il 69,3% sono donne. Molte sono arrivate tramite matrimonio con cittadini italiani, il che storicamente le ha collocate in situazioni di dipendenza legale ed economica. Nel 2026, diverse creatrici di contenuti cubane in Italia hanno realizzato video denunziando dinamiche di abuso, discriminazione e stigmatizzazione.

Ortega ha chiuso il suo video con un messaggio diretto a tutte le cubane che emigrano e proseguono come possono: «Camminate a testa alta e non lasciatevi umiliare, perché il rispetto viene prima di tutto».

Archiviato in:

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.