Santiago Abascal riceve José Daniel Ferrer e promette di lavorare per la fine del regime cubano

Santiago Abascal ha ricevuto José Daniel Ferrer a Madrid e ha promesso il supporto di VOX per porre fine al regime cubano. Ferrer gli ha presentato l'Accordo di Liberazione.



Santiago Abascal e José Daniel FerrerFoto © Facebook / Santiago Abascal

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Il presidente del Partito VOX, Santiago Abascal, ha ricevuto questo giovedì a Madrid il storico oppositore cubano José Daniel Ferrer e gli ha trasmesso il "fermo sostegno" del suo partito per lavorare per la fine del regime cubano, secondo quanto pubblicato dallo stesso Abascal su Facebook.

L'incontro si inserisce in una tournée europea di Ferrer che lo ha portato a incontrare leader politici di alto livello in Spagna, tra cui il capo del Partido Popular, Alberto Núñez Feijóo, e a comparire di fronte al Parlamento Europeo per denunciare la situazione nell'Isola.

Durante la riunione, Ferrer ha presentato ad Abascal il Accordo di Liberazione, un documento firmato dalle coalizioni Assemblea della Resistenza Cubana (ARC) e Passi di Cambiamento che delinea una tabella di marcia per la transizione democratica a Cuba, secondo quanto riportato da La Gaceta.

Abascal ha descritto Ferrer come "prigioniero politico cubano, firmatario della Carta di Madrid e uno dei punti di riferimento della dissidenza cubana" e ha affermato la sua "totale disponibilità a continuare a lavorare per la fine del regime criminal cubano della famiglia Castro e dei suoi carnefici in ogni singolo spazio in cui sia necessario".

Il leader di VOX ha concluso il suo messaggio con una dichiarazione contundente: "Cuba recupererà la sua libertà".

Ferrer, da parte sua, ha qualificato l'incontro come "molto positivo" e ha ringraziato Abascal per il suo impegno, descrivendolo come "un grande amico della causa per la libertà di Cuba".

L'Accordo di Liberazione, presentato originariamente a Miami il 2 marzo 2026, propone quattro fasi -Liberazione, Stabilizzazione, Ricostruzione e Democratizzazione- e prevede il smantellamento del Partito Comunista di Cuba (PCC), la smilitarizzazione della vita pubblica e la convocazione di elezioni libere.

Il documento stabilisce che i firmatari sono "uniti nell'obiettivo di porre fine alla dittatura a Cuba e di interrompere il sistema comunista, restituendo la leadership civile a tutte le questioni dello Stato".

Richiede anche "la liberazione immediata di tutti i detenuti per motivi politici" e il ripristino delle libertà di espressione, stampa, associazione e religione.

La tournée europea di Ferrer, organizzata insieme a Prisoners Defenders, è iniziata il 2 maggio a Madrid e si estenderà per più di 10 paesi per circa un mese.

Il 5 maggio ha testimonato davanti alla Commissione per gli Affari Esteri del Parlamento Europeo a Bruxelles, dove ha descritto la crisi cubana come "la peggiore crisi della storia moderna" dell'Isola e ha chiesto sanzioni di tipo Magnitsky contro funzionari del regime.

Il 11 maggio, da Varsavia, Ferrer ha dichiarato che il regime cubano "non sopravvivrà a quest'anno", e ha rivelato che settori dell'amministrazione statunitense vicini al segretario di Stato Marco Rubio hanno discusso in privato la possibilità di un intervento militare a Cuba.

Ferrer ha criticato severamente l'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione tra l'Unione Europea e Cuba, definendolo un "gravissimo errore" che serve solo "a ossigenare il regime".

Nella stessa linea, i eurodeputati di VOX Hermann Tertsch e Jorge Martín Frías hanno richiesto in Plenaria a Strasburgo la sospensione immediata di tale accordo, denunciando che le istituzioni europee agiscono come "complici diretti" del regime.

Ferrer è uscito da Cuba in esilio a Miami il 13 ottobre 2025 dopo essere stato incarcerato a luglio 2021 a seguito delle proteste dell'11J, e aver subito torture e isolamento estremo nel penitenziario di Mar Verde.

In un'intervista rilasciata durante il suo soggiorno in Spagna, ha lanciato un avvertimento diretto: "La Spagna perderà Cuba per la seconda volta".

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