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Il congressista repubblicano cubanoamericano Carlos Giménez ha pubblicato questo giovedì un messaggio su X sotto l'hashtag #SOSCuba in cui ha esortato a mantenere la pressione sul regime cubano e a sostenere il popolo dell'isola nella sua lotta per la libertà.
«Dobbiamo mantenere la pressione sul brutale regime a Cuba e aiutare il popolo cubano nella sua lotta per la libertà», ha scritto il legislatore della Florida, accompagnando il testo con un video in cui ha descritto con austerità la situazione attuale nell'isola.
Giménez ha preso come punto di partenza la recente dichiarazione del presidente Donald Trump, che ha definito Cuba come «una nazione fallita» che «va solo in una direzione: verso il basso», per sostenere che la pressione internazionale deve continuare fino a quando non ci sarà un vero cambiamento.
«Ogni notte ci sono manifestazioni. Non c'è luce a Cuba. Se guardi le immagini satellitari notturne, vedi alcune luci a L'Avana e basta; il resto dell'isola è nel buio», ha affermato il congressista, in una descrizione che coincide con quanto documentato dai media internazionali dopo ripetuti black-out totali del sistema elettrico nazionale.
Il legislatore ha elencato le carenze che affliggono la popolazione: scarsità di cibo, medicine, carburante ed elettricità. «La gente è già stanca. Vuole libertà, vuole cambiamento», ha sottolineato.
Sulle prospettive del regime, Giménez è stato diretto: «Questo regime non scomparirà da solo, ma credo che ci sarà molta pressione interna per il cambiamento, e penso che dobbiamo semplicemente continuare a fare ciò che stiamo facendo riguardo alla pressione sul regime affinché quel cambiamento avvenga».
Il messaggio arriva nel culmine di una crisi energetica senza precedenti recenti a Cuba, con deficit elettrici record di fino a 2.153 MW segnalati dalla Unión Eléctrica a maggio 2026.
Lo stesso ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha ammesso che ci sono blackout di 20-22 ore al giorno in alcuni circuiti e ha descritto la situazione come «acuta, critica» e «estremamente tesa».
Le proteste si sono moltiplicate. Tra il 12 e il 18 maggio, cubani sono scesi in strada in diversi municipi dell'Avana con pentoloni, falò e blocchi stradali, con slogan come «¡Abajo la dictadura!» e richieste di «corrente e cibo».
Il Osservatorio Cubano dei Conflitti ha registrato 1.245 proteste nel marzo del 2026, il numero mensile più alto dal 11J del 2021, e 1.133 ad aprile, un 29,5% in più rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Giménez ha mantenuto durante tutto il 2026 una postura di massima pressione allineata con l'amministrazione Trump. A marzo ha proposto un embargo petrolifero totale e il taglio dei flussi finanziari, e ad aprile ha avvertito che i leader del regime potrebbero affrontare conseguenze giudiziarie simili a quelle di altri governanti autoritari della regione.
Il congresista ha definito il suo impegno per la libertà di Cuba come «il lavoro della mia vita» e ha ribadito che non ci sarà investimento statunitense nell'isola senza cambiamenti politici significativi.
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