Il regime cubano potrà congelare conti bancari «senza indugi e senza preavviso»

Il MININT cubano può congelare conti e beni «senza ritardo e senza preavviso» a partire dal 18 maggio, secondo la Risoluzione 6/2026 firmata dal ministro Álvarez Casas.



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Il Ministero dell'Interno (MININT) del regime cubano ha pubblicato questo lunedì una risoluzione che autorizza il congelamento dei conti bancari e di altri beni di persone e entità «senza indugi e senza preavviso», con validità dalla sua apparizione nella Gaceta Ufficiale No. 65 Ordinaria del 2026.

La Risoluzione 6/2026 è stata firmata il 16 maggio dal ministro dell'Interno, Generale del Corpo d'Esercito Lázaro Alberto Álvarez Casas, e abroga la precedente Risoluzione 16 del 25 agosto 2022 riguardante la stessa materia.

La norma stabilisce con precisione chi ha l'autorità per agire: la Direzione Generale di Investigazione delle Operazioni Finanziarie della Banca Centrale di Cuba (DGIOF) è l'entità che esegue materialmente il congelamento, mentre la Direzione Generale di Investigazione Criminale (DGIC) del MININT agisce come autorità competente che centralizza e coordina l'intero processo.

Por encima de ambas, la Direzione Tecnica delle Investigazioni (DTI) del MININT è designata come organo direttivo che dirige un Gruppo Esecutivo composto dagli organi di contrasto del ministero.

L'Articolo 22 della risoluzione è esplicito: la DGIC, nel emettere la risoluzione di inclusione di una persona nella lista nazionale, «dispone immediatamente e senza previa notifica il congelamento dei fondi e degli attivi a favore di tali persone e entità».

La norma stessa definisce cosa significa «senza indugi»: «immediatezza o entro poche ore dopo una designazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU o dei suoi Comitati per le Sanzioni», come previsto dall'Articolo 18.1.

Il congelamento comprende un ampio spettro di beni: conti bancari, assegni, obbligazioni, azioni, cambiali, beni mobili e immobili, attivi virtuali e qualsiasi altro strumento finanziario, tangibile o intangibile.

La notifica all'interessato avviene solo dopo che la DGIOF conferma l'esecuzione del congelamento, secondo l'Articolo 23.2.

E sebbene la norma consenta di presentare ricorsi nel termine di 30 giorni lavorativi, l'Articolo 42.3 avverte che «la presentazione di qualsiasi ricorso non sospende né impedisce gli effetti dell'atto amministrativo».

I criteri per designare una persona sono altrettanto ampi e preoccupanti. L'Articolo 6.1 consente di agire sulla base di «informazioni di polizia o giudiziarie, di intelligence o di qualsiasi organo di regolamentazione» e chiarisce che ciò può avvenire «senza che sia necessariamente in corso un processo penale».

L'Articolo 6.4 va oltre: è sufficiente che «sia di conoscenza pubblica e notorietà» che la persona è coinvolta in comportamenti legati al terrorismo.

In Cuba, la categoria di «terrorista» è stata storicamente applicata a dissidenti, attivisti e oppositori politici, il che rende questa norma uno strumento di controllo finanziario di portata potenzialmente illimitata.

Il fattore scatenante immediato della nuova normativa è l'inclusione di Cuba nella lista nera del GAFI nel giugno del 2025, che obbliga i paesi membri ad adottare contromisure rafforzate nelle loro operazioni con l'isola.

Il regime ha risposto con un pacchetto di norme nel 2026: la Risoluzione 86/2026 del Ministero delle Finanze, che trasforma i cuentapropistas, le MIPYMES e le cooperative in «soggetti obbligati» a segnalare operazioni sospette; la Risoluzione 45/2026 della Banca Centrale con obblighi simili di congelamento per il sistema finanziario; e ora questa Risoluzione 6/2026 del MININT.

Il precedente più rivelatore dell'uso politico di questi strumenti si è verificato a maggio del 2025, quando il Ministero della Giustizia ha minacciato di congelare i conti della massoneria cubana se non avesse accettato la leadership imposta dal governo.

La risoluzione è entrata in vigore lunedì 18 maggio, data della sua pubblicazione nella Gaceta Oficial, e il insieme di norme approvate nel 2026 conferisce allo Stato cubano — e in particolare al MININT — poteri per intervenire su conti e attivi in modo immediato, senza garanzie processuali preliminari per i soggetti interessati.

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