"La caduta del regime cubano sarà spaventosa", afferma politico uruguayano in dibattito su Cuba

Il parlamentare uruguaiano Pablo Bragança (Partido Nacional) ha avvertito che "la caduta del regime cubano sarà un'istanza spaventosa" e lo ha definito un regime di "assoluta e totale arbitrarietà".



Pablo Bragança.Foto © Captura de Video/Facebook/Canal Once Punta del Este.

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Un edil del Partido Nacional dell'Uruguay ha avvertito che il possibile collasso della dittatura cubana avrà conseguenze traumatiche per tutta la regione. Pablo Bragança, rappresentante per il dipartimento di Maldonado, ha affermato in una sessione ordinaria che «la caduta del regime cubano sarà un evento spaventoso».

Secondo il media locale Cadena del Mar, la dichiarazione è stata rilasciata lunedì scorso nella Giunta Departamentale di Maldonado, durante un'esposizione storica e geopolitica intitolata «Trionfo della Rivoluzione Cubana e le sue conseguenze».

Bragança, appartenente al settore Unione e Cambiamento all'interno dell'herrerismo del Partito Nazionale, ha avvertito che il collasso del regime non somiglierà al fallito sbarco di Bahía de Cochinos, ma potrebbe trasformarsi in uno scenario di intervento esterno che farebbe di Cuba «un'altra stella nella bandiera dell'imperialismo».

L'edil ha descritto il regime come «un regime di assoluta e totale arbitrio» che si è mantenuto per quasi 70 anni grazie al sostegno sovietico, e ha invitato a riflettere sulle conseguenze che la sua eventuale caduta avrebbe per l'America Latina.

Nella sua esposizione, Bragança ha ricordato l'ingresso della carovana rivoluzionaria a L'Avana l'8 gennaio 1959, qualificandola come «una delle immagini più significative della moderna America Latina e quella che ha sicuramente cambiato la vita di migliaia, per non dire milioni di latinoamericani».

Le dichiarazioni si inseriscono in un dibattito politico più ampio in Uruguay sulla posizione del governo del Frente Amplio di Yamandú Orsi nei confronti di Cuba. In un intervento precedente nella stessa giunta dipartimentale, Bragança aveva già criticato il viaggio del presidente del Frente Amplio, Fernando Pereira, a L'Avana il 20 marzo per incontrare Miguel Díaz-Canel, definendolo un «concordare con un regime che ha generato fame e prigionieri politici».

Il consigliere ha anche messo in discussione il fatto che il Senato uruguaiano abbia approvato il 5 marzo, con i 17 voti del Frente Amplio, una mozione di rifiuto alle restrizioni sui combustibili imposte dagli Stati Uniti a Cuba, mentre l'opposizione abbandonava la sessione. Secondo Bragança, la politica estera di Orsi lascia l'Uruguay "in una situazione molto debole e soprattutto Maldonado, che dipende dagli investimenti esteri", ha riportato il media Portada.

Il contesto geopolitico è di massima tensione. L'amministrazione Trump ha accumulato oltre 240 sanzioni contro Cuba da gennaio 2026, comprese misure contro il conglomerato militare GAESA. Secondo rapporti del 14 maggio, la pressione statunitense avrebbe ridotto le importazioni energetiche cubane tra l'80% e il 90%.

La crisi nell'isola è la peggiore da decenni. La CEPAL prevede una contrazione del PIL cubano del -6,5% nel 2026, mentre Cuba accumula sette collassi totali del sistema elettrico in 18 mesi, con blackout fino a 25 ore in oltre la metà del territorio.

In questo contesto, analisti ed economisti dibattono quanto tempo le resta al regime cubano di fronte al deterioramento accelerato della sua economia e della sua infrastruttura energetica.

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Redazione di CiberCuba

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